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La notte dei falò vietata alle auto dei rave e ai bibitari. Interviene la Prefettura foto

Le barriere sono state posizionate per impedire l’ingresso in spiaggia dei veicoli durante la festività patronale del 3 e 4 agosto. La decisione è dettata da ragioni di sicurezza.

Barriere di cemento che impediscono l’ingresso di vetture, motocicli ma soprattutto rivenditori sulla spiaggia libera. Si presenta così, da alcuni giorni, il tratto pubblico di Rio Vivo. Il progetto, messo a punto dopo la richiesta del comitato omonimo, ha previsto il posizionamento di due grossi blocchi di cemento nel tratto di arenile situato tra due stabilimenti balneari.

I new jersey, spostati grazie all’ausilio di un grosso camion-gru, servono ad inibire l’accesso, e successiva sosta, di autoveicoli in un’area che veniva spesso occupata da grossi mezzi durante le festività di San Basso. Camioncini che vendono bibite, cibo, ma anche furgoni con musica a tutto volume che va avanti fino al mattino e rifiuti di ogni genere lasciati a marcire sulla sabbia. Una situazione al limite della sopportazione per i residenti che, stanchi di questa movida, spesso troppo rumorosa, prolungata e trasgressiva, hanno deciso di agire. La soluzione, messa a punto dopo che il comitato del quartiere Rio Vivo Marinelle ha scritto alla Prefettura chiedendo maggiore sicurezza, è stata trovata grazie allo sforzo profuso dell’Amministrazione Comunale e delle forze pubbliche.

La richiesta del comitato, attualmente composto da una trentina di famiglie, è stata fatta un mesetto fa, come specifica la Presidente dell’associazione Teresa Porreca ai microfoni di primonumero.it, per “intervenire sulla questione dei falò, in particolare per impedire l’arrivo in spiaggia di mezzi privati e commerciali. La Capitaneria di Porto, assieme alla Polizia Locale, al Commissariato ed all’amministrazione ha optato per questa soluzione”.

Il problema non è tanto legato ai falò in sé per sé, quanto al degrado che scaturisce una volta che la festa è finita: “Sono diventati dei rave party dove girano droga ed alcool. Ogni anno, sulla spiaggia, vengono lasciate bottiglie di vetro rotte che restano lì per mesi – ha continuato Porreca – Rappresentando un pericolo serio per chiunque vi entrasse in contatto”.

Una situazione che, con il passare degli anni, non ha fatto che peggiorare. Se prima si ‘occupava’ la spiaggia esclusivamente nelle serate del 3 e 4 agosto, ora “si piazzano a partire dal 1 del mese, recintando l’arenile con reti, cannucce, portando legna e rendendo il tratto impraticabile. Non riguarda solo noi ma anche i turisti che vorrebbero godersi il sole ed il mare ma non possono”, conclude la Presidente del comitato che ammette: “Sappiamo che è impossibile eliminare questa tradizione, ma ci auguriamo di contenere i danni”.