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“La disoccupazione non esiste”, lo sfogo del ristoratore spopola in Rete

Spopola su Facebook il video del titolare del Grottino

Una frase che è una provocazione: «La disoccupazione non esiste». Con questa dichiarazione si apre il video che sta facendo il giro delle bacheche Facebook di Termoli e dintorni. L’ha pubblicato un ristoratore di Termoli, il titolare del Grottino, noto locale che si trova all’incrocio fra via Roma e corso Fratelli Brigida. Cosa dice? Una cosa semplice che trova molti concordi. «Il lavoro c’è, la voglia di lavorare scarseggia».

Lui su Facebook si chiama Claudio Barbuto Gump, un nomignolo che identifica il noto titolare dell’attività storica del centro termolese. «Siamo qui da oltre 40 anni» conferma dietro al bancone la signora che insieme a lui gestisce il locale e che conferma quelle affermazioni. Claudio, in quel video che sta trovando ampie condivisioni social, rovescia il luogo comune secondo cui in Molise ci siano pochi posti di lavoro.

«Abbiamo pubblicato annunci di lavoro su Facebook e altri social, contattato persone che si occupano di ricerca occupazione, scritto agli amici: ebbene ci hanno risposto in cinque». Tutti disponibili? Proprio per niente. «A parte una signora che si sta dando da fare e lavora con noi, tre hanno detto che volevano fare solo la mattina, perché di pomeriggio vanno al mare e la sera a passeggio. Un’altra personaè andata via senza preavviso, adducendo scuse banali».

Per questo Claudio ha deciso di pubblicare il filmato-provocazione da quasi diecimila visualizzazioni in un giorno. «La disoccupazione non esiste» ripete davanti a una telecamera nel suo ristorante, precisando che «qui assumiamo con contratto». Come detto, un salto al locale e arriva la conferma. «La nostra è un’attività conosciuta, eppure non riusciamo a trovare personale. C’è gente che viene dicendo che ha bisogno di lavorare e poi va via senza avvisare».

Su Facebook commenti quasi unanimi. «È proprio vero, hai ragione». L’amara considerazione finale: «Ormai si preferisce farsi mantenere da genitori o suoceri e stare a casa a non fare nulla. Chi ha davvero voglia di lavorare lo fa, senza se e senza ma».