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Incendi e colpi di pistola: gli strani episodi della società coinvolta nell’inchiesta su ‘ndrangheta e pale eoliche

Già negli anni scorsi la Molisana Trasporti - la società sequestrata dai carabinieri di Reggio Calabria perché coinvolta nell'operazione 'Via col vento' - è stata al centro di curiosi episodi di cronaca. Dai contatti di lavoro con imprenditori vicini a Cosa nostra a incendi di mezzi e spari contro la vetrina, la ditta di Guardiaregia è stata già sotto la lente della Procura di Campobasso.

La società di Guardiaregia coinvolta nell’inchiesta dei carabinieri di Reggio Calabria sulle infiltrazioni della  ‘ndrangheta con gli affari legati alla realizzazione di parchi eolici non è nuova a episodi di cronaca.

Fatti molti singolari hanno già coinvolto la Molisana Trasporti, sequestrata dai militari il cui titolare, Riccardo Di Palma, è finito ai domiciliari il 12 luglio nell’ambito dell’operazione Via col vento che ha portato all’arresto complessivo di 13 persone per presunti legami – questo dice l’accusa – con le cosche calabresi.

Il giorno successivo alla pubblicazione della notizia di cui tutte le testate locali e nazionali hanno parlato, due eventi vengono ricordati da chi si è occupato di ‘nera’ qualche anno fa in Molise: l’esplosione di alcuni colpi di arma da fuoco contro l’impresa di contrada Rio Lecine, ai piedi del paese matesino, e l’incendio di un mezzo della ditta che trasportava pale eoliche.

Oltre ai cronisti più ‘scafati’ ci sono anche l’associazione antimafia Caponnetto di Romano De Luca e comitato Contro le Camorre di Emilio Izzo che a 24 ore dall’esplosione del caso ndrangheta in Molise ricorda la denuncia fatta nel marzo 2015 alla procura di Larino “per fare piena luce sul traffico di pale eoliche dal porto di Gaeta verso il Molise, l’Abruzzo, la Puglia. A distanza di tre anni – ribadiscono oggi i due rappresentanti delle associazioni – qual è l’esito?”.

Sul tema i due terranno a breve una conferenza stampa anticipando già oggi qualche retroscena di una indagine che – forse – è partita molti anni fa. E di cui ha scritto il giornalista Francesco Furlan.

Il Molise, la piccola ‘isola felice’ d’Italia c’entra sempre per i legami tra la Molisana Trasporti e l’imprenditore Vito Nicastri considerato dagli investigatori uomo vicino al super latitante di Cosa nostra, Matteo Messina Denaro.  Sue erano pale e turbine prelevate al porto di Gaeta dalla flotta di mezzi del titolare della Molisana Trasporti e destinate agli impianti del Molise, d’Abruzzo e del Gargano (siamo tra il 2010 e il 2012).

Quell’indagine della procura di Trapani ha portato al sequestro di un miliardo e mezzo di euro tra beni immobili, 43 società di capitali con partecipazioni estere e ingentissimi patrimoni, più di 60 rapporti finanziari e decine di lussuosissime autovetture, oltre a uno splendido catamarano di 14 metri appena costruito. Erano tutti beni riconducibili a Vito Nicastri, un ex elettricista soprannominato dal Financial Times come “il signore del vento”.

Qualche anno più tardi, siamo nel 2015, a Guardiaregia ignoti bruciano un veicolo della flotta di Riccardo Di Palma. L’imprenditore telefonò all’avvocato Angelo Piunno che oggi ricorda: “Mi limitai a consigliargli di andare a denunciare tutto alle forze dell’ordine ma non so se poi andò effettivamente. Io non ero il suo legale di fiducia, qualcuno ci presentò e ogni tanto mi chiedeva consigli, tutto qui”.

A quanto pare quella denuncia non c’è mai stata, intervennero i vigili del fuoco per spegnere le fiamme e Rossana Venditti, all’epoca pm in servizio alla Procura di Campobasso, aprì un fascicolo per quello strano incendio visto che seguì a un altro singolare episodio avvenuto poco tempo prima: colpi di arma da fuoco sulla vetrina degli uffici della ditta.