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Il quartiere a metà tra due paesi. “Ma nessuno ci aiuta. Qui mancano luci, strade, servizi” fotogallery

Tra Termoli e San Giacomo esiste un quartiere dove abitano quasi cinquanta persone. Ma per arrivare alle loro case bisogna avventurarsi su strade asfaltate a metà, coperte dalla vegetazione, strette e senza luci. "Abbiamo chiesto ad entrambi i Comuni di aiutarci - spiegano i residenti che alzano la voce e chiedono di raccontare la loro situazione - ma nessuno ci aiuta"

A metà del tragitto c’è un ponte, se lo attraversi da una parte sei nel Comune di Termoli, se lo attraversi dall’altra sei in contrada Ponticelli a San Giacomo degli Schiavoni. Le quasi 50 famiglie che abitano in quel quartiere sono residenti nel piccolo paese alle porte della città adriatica, ma in realtà a Termoli fanno tutto: escono, vanno al mare, vanno a scuola, lavorano e fanno la spesa. Praticamente a Termoli ci vivono. Per questo, proprio perchè a metà, hanno chiesto l’intervento di tutti e due i Comuni basso molisani per intervenire a risistemare quel tratto di strada che è pieno di pericoli. Anche perchè se sei sul tratto termolese il cartello parla chiaro: “Comune di Termoli – via Ticino”. Eppure nonostante tutto sia così palese, la responsabilità pare non essere di nessuna delle due Amministrazioni. O meglio, stanno lavorando per capire e risolvere la situazione.

Ponticelli

Con i sindaci una delegazione dei residenti ci ha parlato. “Ci abbiamo parlato anche tanti e tanti anni fa, con le vecchie amministrazioni pure – spiega un altro dei residenti, in sella allo scooter con sua moglie mentre percorre la strada per andare a Termoli in un caldo pomeriggio di luglio – ma non abbiamo risolto nulla. Non si capisce se il tratto del ponte è del Comune o della Regione e quindi tutto è sempre rimandato, ma intanto qui i giorni passano, i mesi e pure gli anni. Noi ci viviamo dall”89 e non è cambiato nulla, ma i pericoli aumentano”.

Contradaponticelli

L’ultimo incontro una decina di giorni fa con il sindaco Angelo Sbrocca, a confermarlo è il suo collega di San Giacomo Costanzo Della Porta. “Ho accompagnato personalmente una delegazione per parlare di via Ticino e chiedere di mettere in sicurezza la strada e asfaltarla, Sbrocca ci farà sapere dopo che si sarà informato. Siamo andati via con questo impegno“.

Per arrivare bisogna passare per San Pietro. E per capire bisogna essere pratici: partire dalla chiesa di San Pietro, fare il giro alla sinistra della Misericordia e proseguire, proseguire e ancora proseguire. Nel cammino la strada si restringe e non di poco, le curve diventano strette e la vegetazione, tra alberi con le folte chiome e l’erba alta, finisce sulla carreggiata che così rende praticamente impossibile il passaggio di due auto in direzioni opposte. “E capirai facilmente – racconta Antonio, uno degli “storici” residenti che lì ci abita da più di 13 anni – quanto sia pericoloso di notte percorrere questa strada, ai lati della strada ci sono le pietre che inevitabilmente possono finire anche sulla carreggiata. Ho sempre paura sia per me sia per le mie figlie, ormai il motorino non lo prendono più perchè anche loro hanno paura”.

Mancano pure luci e segnali e sul percorso parte della carreggiata è stata ristretta da una recinzione di plastica rossa che copre e circonda un pozzetto delle fognature su cui gli operai di una ditta calabrese hanno lavorato fino a qualche mese fa. Su un lato della strada, poco distante dalla zona recintata, c’è anche il cartello dei lavori accatastato e coperto dalle foglie. “Lavori di un impianto di fitodepurazione in località Ponticelli dal 7 settembre 2017 al 6 marzo 2018″, recita quel cartello. “Ma non sono mai stati completati e non abbiamo capito perchè, siamo rimasti – continua Antonio – con un pozzetto sulla strada e due sull’altro lato, ormai ricoperti dall’erba alta e se qualcuno di notte non vede rischia di sbatterci pure contro. E qui pure i soccorsi hanno difficoltà ad arrivare. Non lo dico per dire, ma è vero: una signora tempo fa si è sentita male, ma l’ambulanza non è arrivata perchè non sapeva e non ha capito dove fosse l’abitazione. Ci vorrebbe anche un aggiornamento dello stradario, perchè siamo privi dei numeri civici e il postino, soprattutto se è nuovo, non ci trova quindi le bollette e le lettere arrivano in ritardo”.

Ponticelli

Anche sul fitodepuratore interviene il sindaco di San Giacomo: “Questo è un intervento che ho ereditato dalla passata Amministrazione e quella struttura servirebbe le abitazioni presenti lì, una quindicina di case – aggiunge Della Porta – bisogna attendere dalla Soprintendenza il permesso per concludere i lavori sulla strada per cui abbiamo anche i soldi a disposizione come Comune, mentre ho parlato con l’assessore Nicola Cavaliere per verificare e ottenere i fondi per gli interventi, bisogna fare una variazione al bilancio e riapprovare il progetto per utilizzare i soldi e far ripartire la ditta che si è fermata per mancanza di denaro”.

L’acqua c’è per fortuna e pure il wifi, come il telefono e la luce. “Abbiamo fatto un intervento qualche anno fa a nostre spese, al costo di 4800 euro, per gli allacci ma continuano a mancare le fognature, mentre abbiamo i pozzi neri” aggiungono i residenti.

Tra le ultime anche i cinghiali. “Pare che una di queste sere siano arrivati anche qui perchè l’ho sentito raccontare da alcuni ragazzi che hanno assistito alla scena, tanto che nei giorni successivi sono arrivati anche i forestali a controllare, ma qui tutt’intorno sono campi incolti e terreni, quindi è facile che sbuchino e arrivino alle case”.

“Così – conclude Antonio, dopo il giro di spiegazioni per vedere la situazione del suo quartiere – non si può continuare. Per questo andiamo dall’avvocato per capire come intervenire. Qui è pericoloso“.