Il Molise prova a conquistare l’estero: “Ci sono i fondi europei, ma bisogna studiare”

Il piano ‘Export Sud II’ prevede 50 milioni di euro per il Mezzogiorno di cui, 6 milioni per le tre Regioni in transizione, Molise, Abruzzo e Sardegna. "Per l'azienda non ci sono costi", dicono dall'Istituto per il commercio estero del Governo. "L’obiettivo è trasformare le aziende potenzialmente esportatrici in esportatori abituali ed incrementare la quota di export delle Regioni del Sud".

Esportare sui mercati esteri sembra quasi un miraggio per le piccole imprese molisane, confinate in un angoletto del Paese che non ha infrastrutture a sufficienza. Eppure, farsi conoscere all’estero è una grande opportunità, probabilmente l’unico modo per fare un passo in avanti in più per non restare una piccola realtà di provincia.

Le risorse ci sono e sono inserite nel piano Pon ‘Export Sud II’, ossia parliamo di fondi europei per 50 milioni di euro per il Mezzogiorno di cui la gran parte (più di 43 milioni) è stata destinata alle Regioni meno sviluppate (Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia), mentre 6 milioni dovranno dividerseli le tre Regioni in transizione, Molise, Abruzzo e Sardegna. Soldi che finanziano interventi formativi (sul marketing internazionale, l’e-commerce) e azioni promozionali (le fiere internazionali, ad esempio) per le filiere dell’agroalimentare, dell’arredo e delle costruzioni, dell’alta tecnologia, dell’energia. E poi, moda e mobilità.

Le opportunità offerte da questo piano sono state illustrate questa mattina, 6 luglio, nella sede dell’Assessorato allo sviluppo economico dall’assessore Vincenzo Cotugno, dal dirigente regionale Gaspare Tocci e dalla dottoressa Donatella Iaricci dell’Ice, l’agenzia del Governo per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.

Per l’azienda non costa nulla. “Questo è un piano a costo zero per le aziende perché è finanziato dall’Unione europea – ha subito precisato Iaricci – svolgiamo attività di ambientamento, accompagnamento che non prevedono costi da sostenere. Laddove ce ne sono c’è un forte abbattimento delle spese grazie ai contributi de minimis e dunque esclusivamente per le fiere internazionali”. L’obiettivo è trasformare le aziende potenzialmente esportatrici in esportatori abituali ed incrementare la quota di export delle Regioni del Sud. In questo quadro gli eventi internazionali sono un crocevia fondamentale, un momento di incontro e confronto con gli imprenditori esteri. Quindici manifestazioni fieristiche sono già in programma per le aziende delle Regioni in transizione e si svolgeranno in mezzo mondo: Germania, Polonia, Regno Unito, Spagna, Giappone e Francia ad esempio.

Export incontro a Campobasso

Presentarsi preparati a questi appuntamenti diventa decisivo: “Ci sono dei requisiti fondamentali che ogni azienda che vuole esportare deve avere. Tra questi la presenza di un export manager e parlare una seconda lingua fluentemente”. Inoltre, sono in programma 14 eventi di partenariato internazionali, come la Biat, la Borsa dell’innovazione dell’alta tecnologia. “Bisogna ricordare – ha aggiunto la Iaricci – che il Sud non è solo agroalimentare, ma produce anche tecnologia, anche se questo settore resta spesso nascosto”.

Il prossimo appuntamento ci sarà il 16 e il 17 luglio nella Camera di commercio di Campobasso.

“Noi abbiamo delle unicità e grandi possibilità imprenditoriali che – ha sottolineato l’assessore Cotugno – devono essere veicolate anche fuori regione. Contiamo di dare un grande aiuto alle nostre imprese”.