Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

“Il lavoro si trova”. “Falso, paghe da fame”. Lo sfogo social divide

Migliaia di visualizzazioni per il video "La disoccupazione non esiste", ma gli utenti si dividono

Continua a far discutere lo sfogo social dal titolo eloquente “La disoccupazione non esiste”, pubblicato nelle scorse ore dal titolare del ristorante “Il Grottino” di via Roma, in pieno centro a Termoli. Dopo che il suo video ha raccolto oltre 13mila visualizzazioni, i commenti e le condivisioni si moltiplicano, mentre gli utenti si dividono fra chi gli dà ragione e chi invece mette in dubbio le sue parole.

Claudio Barbuto Gump

 

All’inizio sembrava quasi un plebiscito nei suoi confronti. “Bravo, hai ragione”, “Concordo”, “Vero, trovare gente che ha voglia di rimboccarsi le maniche è sempre più difficile”. D’altro canto va rimarcato che già altri datori di lavori, di un settore come l’industria, segnalavano di recente problemi simili.

 

In pratica un’approvazione pressoché unanime che veniva sostenuta anche da persone nelle medesime situazioni di Claudio Bartolacci, il barbuto ristoratore termolese. Insomma chi ha un’attività, che sia ricettiva o di altro genere, concorda con l’opinione secondo cui soprattutto i giovani, ma non solo loro, debbano essere maggiormente disposti ad accettare condizioni non esattamente comode. Qualcuno è perfino arrivato a creare dei propri corsi di formazione a sue spese.

Poi però sono emersi i commenti negativi, o meglio di persone che hanno messo in dubbio la bontà dello sfogo di Claudio. “Dipende da quanto paghi i dipendenti” ha scritto qualcuno. “Bisogna capire che condizioni vengono offerte” si è spinto a segnalare qualcun altro. Non sono mancati gli ormai soliti odiatori da tastiera, gente incapace di discutere ma solo di gettare veleno e discredito su altri utenti.

Tant’è che il protagonista della vicenda ha sentito il bisogno di spiegare le ragioni del video. “Non volevo innescare polemiche futili ma essendo un social me lo aspettavo – ha postato ieri -. Mi dispiace essere stato attaccato da persone che non mi conoscono augurandomi del male e la chiusura del locale perché la nostra famiglia fa il proprio lavoro con passione dedicandogli ogni giorno tanto impegno e ore lavorative, abbiamo agito con i nostri collaboratori sempre con rispetto e dignità trattandoli come parte di uno staff e non come operai, ci sono collaboratori degli anni precedenti che sono diventati amici e siamo stati felici quando hanno trovato la loro strada nel mondo del lavoro per il quale hanno studiato e ricordano sempre con affetto il periodo lavorativo con noi (che non significa che non è stato impegnativo)”.