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Il bus lascia a piedi i pendolari della Sevel, oltre due ore per tornare a casa

Sono rimasti a piedi alle sette del mattino una cinquantina di lavoratori pendolari del basso Molise di ritorno dal turno di notte alla Sevel. Costretti a scendere nei pressi del "Costaverde", hanno impiegato due ore per tornare a casa. Disagi anche sulla linea Portocannone - Termoli: per compiere la tratta stradale il bus impiega un'ora. Inferociti i passeggeri

Sono rimasti ancora una volta a piedi i pendolari del basso Molise che ogni giorno si recano per lavoro alla Sevel di Val di Sangro. Intorno alle sette di questa mattina, una cinquantina di tute blu sono state costrette a scendere dall’autobus che li stava trasportando a casa perché il mezzo di trasporto si è rotto ed è stato necessario fermarsi e attendere un pullman sostitutivo. Attesa che ha fatto ritardare l’arrivo a casa di oltre un’ora.

operai sevel per strada

“Che potevano esserci problemi oggi,  lo si era capito già questa mattina all’uscita dalla fabbrica – racconta un operaio – perché l’autista aveva aperto il cofano motore e stava controllando il radiatore dell’acqua”.

La partenza dal piazzale dello stabilimento metalmeccanico abruzzese è fissata alle 6.10 del mattino per gli operai del turno di notte. “Siamo partiti in orario e, solitamente, in un’ora di viaggio siamo a casa”. Il bus dell’Atm in questione trasporta i pendolari dei paesi costieri del basso Molise: Campomarino, Portocannone, San Martino in Pensilis e Ururi.  All’incirca un’ora e mezza di viaggio sino ad Ururi. Ma questa mattina il viaggio è durato un’ora un più.

“Una volta partiti – continua la tuta blu – mi sono addormentato e quando ho riaperto gli occhi ho notato che non eravamo più in autostrada ma sulla statale”. I timori del mattino, purtroppo, si sono trasformati in problemi reali: il bus ha avuto problemi con il motore e con il radiatore dell’acqua e per non rischiare di rimanere fermo in autostrada, diligentemente, ha optato per fare rientro prima sulla statale adriatica.

Lo stop è avvenuto nei pressi del centro commerciale “Costa Verde” di Montenero di Bisaccia dove i pendolari sono scesi e hanno dovuto attendere un mezzo sostitutivo che arrivasse da Termoli. “Il pullman che ci è venuto a prendere ha dovuto prima lasciare gli operai Sevel a Termoli e poi è tornato indietro da noi”.  Ad ogni cambio turno in direzione basso Molise dalla Sevel partono due bus, uno per gli operai provenienti da Termoli, linea che fa scalo anche a Montenero di Bisaccia e San Salvo, e l’altro per i centri costieri.

Siamo stanchi di dover viaggiare con dei pullman non sicuri e per nulla efficienti – è lo sfogo dell’operaio -. Questo tipo di inconvenienti è diventato ormai di routine,  e questo non è giusto: noi paghiamo un abbonamento e non ci sono rimborsi quando siamo costretti a scendere per strada”.

Disagi per le tute blu molisane della Sevel, ma disagi anche per i pendolari dell’Atm che regolarmente ogni mattina da Portocannone si recano a Termoli. Il problema questa volta non è attribuibile a un guasto del mezzo ma direttamente al conducente il quale per compiere la tratta ci impiega un’ora. “Son già due mattine che arriviamo a Termoli alle 9 e mezzo – sbottano i pendolari -, non è possibile fare un’ora di viaggio da Portocannone a Termoli“.

Il bus dovrebbe partire da Portocannone alle ore 8.20 e arrivare a Termoli alle 8.50 ma “parte alle 8.35 e arriva alle 9.25. E’ una vergogna”. Ieri mattina, mercoledì 18 luglio, una signora ha perso la coincidenza per Pescara e a nulla sono valsi i reclami fatti agli uffici Atm del terminal. Questa mattina una nuova odissea.