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Gay pride, i vescovi molisani rompono il silenzio: “Rispettare chi la pensa diversamente”

Mancano nove giorni alla manifestazione del ‘Gay pride’: il 28 luglio si svolgerà a Campobasso. Ormai se ne parla da tempo, con l’evento che ha diviso non poco l’opinione pubblica molisana. Sull’argomento prendono posizione pure i quattro vescovi delle Diocesi molisane: concilianti, ma al tempo stesso fermi nel chiedere rispetto per chi ha un’opinione diversa.

Dal loro punto di vista, il ‘Gay pride’ sarà “un momento di apertura e di verifica. Ci pone domande grandi, che vanno accolte con lealtà. E con cordialità ci rivolgiamo a tutti, specie a chi prenderà parte a questa manifestazione”, scrivono nella riflessione inviata agli organi di informazione.

Una riflessione che si snoda in cinque punti, che “sono anche eco delle parole, sempre belle e precise, di papa Francesco, che ha più volte manifestato attenzione nei confronti di chi vive una realtà sessuale diversa. Ma che ha espresso bene il suo pensiero, proprio nell’enciclica sul Creato, la Laudato Sì, al numero 155”.

Il primo: “Noi siamo contenti e lo diciamo con gioia di aver avuto nella nostra infanzia un papà ed una mamma, e di essere cresciuti all’interno di famiglie, aperte alla vita”. Inoltre, per i vescovi “donare la vita è infatti la gioia più grande ed il dono più augurabile per tutti, poiché in questa relazione vitale si esprime in pienezza l’amore reciproco”.

E poi – è la terza riflessione – “sentiamo con freschezza che il nostro corpo ci pone in relazione diretta con l’ambiente e con gli altri esseri viventi. Perciò, l’accettazione del proprio corpo come dono di Dio è per noi necessaria per accogliere ed accettare il mondo intero, come dono nella Casa comune. Invece, constatiamo che quando viviamo una logica di dominio sul nostro corpo entriamo, purtroppo, in una logica, a volte sottile, di dominio sul creato. E’ la motivazione ecologica”.

Per questo, incalzano, “apprezziamo quindi il nostro corpo nella sua femminilità o mascolinità. Ci è necessario per poter riconoscere noi stessi nell’incontro con il diverso da noi. In tal modo, ci è possibile accettare con gioia il dono specifico dell’altro o dell’altra, opera di Dio creatore ed arricchirsi reciprocamente. E lo diciamo con convinzione e dignità, nella esperienza quotidiana, specie nell’accompagnamento educativo degli adolescenti e dei giovani. E’ la motivazione antropologica”.

L’ultima considerazione riguarda il “proprio corpo, ammirato nella sua differenziazione sessuale, dentro l’intero cammino familiare, ecologico e sociale. Dal corpo, passiamo così subito al creato e alla società intera. In entrambi, la differenziazione sessuale è vitale. Ed arricchente. Nella crescita di tutti. Infatti, più siamo capaci di accoglierci autentici sul piano sessuale, più ci accorgiamo di essere capaci di accogliere le varie etnie e lingue e culture, nella loro nativa ricchezza sociale e politica. Perciò più aperti all’accoglienza degli immigrati e dei richiedenti asilo. E’ la motivazione sociale che regge questa nostra impostazione.

Grazie di averci ascoltato. Sentiamo che anche questo evento sarà un’occasione di reale confronto, culturale e sociale. Chiediamo certo massimo rispetto delle convinzioni religiose ed etiche di ciascuno, per crescere bene insieme”.