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Novanta telecamere in città e sono tutte spente: “Attive da settembre”. Intanto i furti nelle scuole continuano

Le novanta telecamere del Patto per la sicurezza già montate a Campobasso sono ancora spente. Ne mancano all'appello altre cinquanta "tra fine agosto e inizi di settembre - ha detto il sindaco Battista - le attiveremo". Continuano le indagini dopo il furto alla scuola "Jovine".

Indagini a tutto campo per individuare e consegnare all’autorità giudiziaria i responsabili dell’ultimo colpo in un’altra scuola di Campobasso: la “Francesco Jovine” in via San Giovanni.

Il colpo è avvenuto nella notte tra lunedì e martedì, magro il bottino, ma i danni sono stati rilevanti. Sul caso stanno lavorando i carabinieri ma i furti nelle scuole sono diventati ormai così frequenti da destare preoccupazione nella popolazione.

Il dirigente scolastico dell’istituto di via San Giovanni e il personale scolastico hanno infatti esternato la necessità di un sistema di videosorveglianza.

Finalmente la videosorveglianza. Attesa e invocata e che dovrebbe essere a breve soddisfatta.

Il sindaco Antonio Battista sull’episodio della “Jovine” parla infatti di “una preoccupazione legittima rispetto agli episodi che stanno interessando gli istituti scolastici della città” ma dice anche che “si tratta di fenomeni che rientrano in una casistica italiana. Qui come altrove, purtroppo, questo può accadere”.

Ed è fiducioso rispetto all’aiuto che potranno offrire le 140 telecamere che saranno attivate a breve in tutto il capoluogo.

“Ne sono state installate già 90 – ha spiegato il primo cittadino – e ci auguriamo di poterle attivare tutte tra la fine di agosto e gli inizi di settembre”.

All’appello dunque, per completare l’opera, mancano 50 telecamere dopodiché si potrà entrare a regime con il “Patto per la sicurezza” firmato nel 2015 in Prefettura tra il Ministero degli Interni, la Regione Molise e gli undici comuni molisani con più di 5000 abitanti. Due milioni e mezzo di euro il contributo del governo di via Genova, di cui 424mila euro per il capoluogo molisano dove è previsto il maggior numero di “occhi elettronici”.

I primi impianti sono già stati disposti in diverse zone della città, mancano gli ultimi. E le scuole – appunto – sono annoverate tra i luoghi sensibili da sorvegliare, assieme ai punti di ingresso e di uscita dalla città, le zone più frequentate e meta del divertimento dei più giovani.  Tutte le telecamere saranno in rete grazie ad un apposito software. Le immagini, trasmesse ad un’unica centrale situata nel Comando della Polizia Municipale di via Toscana saranno a disposizione delle forze dell’ordine per la loro attività di indagine, oltre a prevenire i reati. Inoltre, c’è un apposito regolamento che disciplina l’utilizzo dei frame approvato poco tempo fa dal Comune di Campobasso e che “consentirà di tutelare la privacy dei cittadini”, spiega ancora Battista.