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Frana di Civita, Protezione Civile convoca tavolo. Comitato: “Noi abbandonati”

Qualcosa si muove nella vicenda della frana di Civitacampomarano che dopo un anno e mezzo non ha ancora visto passi concreti riguardo alla sistemazione delle aree maggiormente colpite dal fenomeno del marzo 2017.

Il Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli ha convocato, per mercoledì 18 luglio, una riunione operativa, finalizzata ad approfondimenti tecnici e gestionali sui gravi dissesti idrogeologici in atto a Civitacampomarano. Lo comunica il primo cittadino Paolo Manuele che torna a ribadire la poca attenzione della Regione Molise per un problema così grave.

“Ringrazio pubblicamente Angelo Borrelli che ancora una volta si è attivato per la nostra comunità e, questa costante attenzione del Dipartimento nazionale, ahimè si scontra con l’ignavia ed il pressappochismo del livello regionale, chiuso a non produrre atti, a non fornire quanto richiesto e refrattario al confronto sia politico che tecnico. Credo che in due mesi, per una situazione emergenziale e di elevata criticità, il tempo volendo si sarebbe trovato ed era doveroso trovarlo. Un sentito ringraziamento ad Antonio Federico che a stretto giro, e senza tentennamenti, si è attivato affinché questa nuova riunione fosse possibile. L’incontro del 18 luglio segue il precedente tavolo tecnico svolto il 9 maggio, a distanza di due mesi ho tanta voglia di apprendere cosa hanno fatto di tangibile, non a chiacchiere ed a rinnovate intenzioni, della serie “faremo, vorremmo, stiamo pensando”…i fatti parlano e purtroppo non ce ne sono”.

Ma la vicenda tocca anche altri ambienti che non siano quelli istituzionali. In paese si è costituito il comitato “Dissesto fronte nord di Civitacampomarano” che ha scritto una lettera aperta al presidente Mattarella, al presidente Conte, ai vertici regionali, ai parlamentari molisani, al prefetto di Campobasso e al vescovo di Termoli-Larino, oltre che allo stesso sindaco.

Una lettera che sottolinea la “perdurante inerzia tecnico-amministrativa a seguito del gravissimo evento calamitoso che nel marzo 2017 colpì la nostra comunità”. Gli autori della lettera attaccano duramente gli organi istituzionali, colpevoli a loro dire una scarsa attenzione per la vicenda.

“Lo stato di emergenza è giunto alla sua naturale scadenza senza che si siano visti interventi o programmazioni relativi al movimento franoso che ha comportato distruzioni, crolli, abbandoni e l’evacuazione di oltre 20 nuclei familiari ed attività produttive in pieno centro abitato.

Il monitoraggio inizialmente finanziato e operante per i primi mesi dal dissesto, oggi pare un inutile sfoggio di strumentazioni mute, insufficienti o inutili ai fini di un auspicabile approccio scientifico al grave ed esteso movimento franoso, magari ricorrendo ad una commissione di livello universitario.

La Regione Molise che pur pareva essersi fatta carico persino delle autonome sistemazioni extra ordinanza 481/17, non solo non ha ancora onorato tale impegno di bilancio, ma ha persino escluso il Comune di Civitacampomarano dai finanziamenti per le emergenze idrogeologiche.

Per i pazienti, ma non ingenui cittadini della Repubblica italiana costituenti gli oltre 20 nuclei familiari di Civitacampomarano evacuati con ordinanza di sgombero, non è bastata la dolorosa perdita delle proprie abitazioni, la precaria sistemazione a propria cura e spese presso parenti, amici, in affitto o in rifugi agricoli, ma si è dovuta aggiungere anche questa insipiente “Ouverture sull’opera buffa: L’inerzia della burocrazia”.

Da qui le richieste precise del comitato: “Insediamento e finanziamento di una commissione di luminari scelti fra le varie università del territorio (Roma, Napoli, Bari) per uno studio scientifico del fenomeno franoso e possibilità d’interventi su beni e infrastrutture d’interesse pubblico.

Costante e dovuta informazione, con partecipazione democratica e popolare a decisioni che riguardano in maniera eccezionale l’intera comunità di Civitacampomarano, sempre in supporto e collaborazione con il sindaco Paolo Manuele la cui encomiabile azione purtroppo s’infrange, suo malgrado, contro l’ineffabile rigidità della burocrazia regionale.

Immediata convocazione di un’assemblea popolare presieduta dal Presidente della Regione Molise, tra l’altro anche commissario ad acta per l’emergenza.

Periodica riunione di verifica e controllo delle procedure in essere e da avviarsi fra Regione, Comune, Autorità, eletti al parlamento e al consiglio regionale e una delegazione di rappresentanza del costituito Comitato popolare;

Attivazione immediata dei fondi disponibili sulla ripartizione nazionale per le emergenze idrogeologiche (circa 6 mln di euro) per gli interventi e/o risarcimenti sulle prime case di residenza principale e continuativa dei vari nuclei familiari sgomberati.

Annullamento in autotutela e riprogrammazione concordata con il servizio nazionale della Determina Dirigenziale Molise 89/2018.

Rimodulazione e correzione della citata bozza di zonizzazione del rischio idrogeologico con estensione della stessa, ma senza l’eliminazione di zone già R4 e per le quali non è avvenuto alcun intervento di consolidamento”.