Primonumero.it - Notizie da Termoli Campobasso Molise

Fondi europei, un flop: il Molise non ne ha spesi nemmeno un quarto

Su dotazione complessiva di circa 154 milioni, sono stati impegnati poco più di 28 (il 18% delle risorse). Il Movimento 5 Stelle lancia l'allarme: "Un dato preoccupante, la macchina regionale è in affanno".

L’utilizzo dei fondi europei per il rilancio del Molise è stato – in campagna elettorale – uno dei cavalli di battaglia del neo governatore Donato Toma. Che poche settimane dopo l’elezione è pure partito per Bruxelles per battere cassa. Peccato che la Regione Molise spenda poco (e forse pure male) i finanziamenti che arrivano dall’Unione europea. È quanto emerge dal report che il governo di via Genova presenterà il 19 e il 20 luglio prossimi al Comitato di Sorveglianza del Piano operativo regionale e divulgato anzitempo dal consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Angelo Primiani.

 

Il quadro che emerge – osserva – è molto preoccupante ed evidenzia l’affanno della Regione nell’attuazione, gestione ed erogazione dei fondi comunitari”. A dimostrarlo sono le cifre: al 30 giugno 2018, su una dotazione complessiva di circa 154 milioni, sono stati impegnati poco più di 28 (il 18% delle risorse). In pratica, nemmeno un quarto dei fondi. Di questa fetta, solo 4 milioni sono stati pagati (ossia il 3%).

Nel dettaglio, la quota di risorse impegnate sul Fondo Sociale Europeo (FSE) è pari al 39% mentre le somme effettivamente pagate e certificate sono ferme al 3%. Va pure peggio se si considera il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR): le risorse impegnate sono il 9% e le somme effettivamente pagate e certificate sono ferme al 3%.  Addirittura paradossale la situazione che emerge analizzando i soldi persi per l’asse 4 (Energia sostenibile) e l’asse 5 (Ambiente, Cultura e Turismo): in entrambi i casi, siamo a zero. Le risorse impegnate e pagate sono pari allo 0%.

Un quadro allarmante per l’esponente dell’opposizione a 5 Stelle: “Dopo quattro anni dall’avvio della programmazione comunitaria, in alcuni settori la macchina politico-amministrativa è in grave difficoltà”. Che evidenzia pure la mancanza di una strategia regionale per lo sviluppo delle aree interne: l’attuale programmazione si limita a individuare circa 24 milioni di euro senza delineare una reale e organica strategia di sviluppo.

I paesi delle strade impossibili

Per questo, dal Movimento 5 stelle rilanciano la proposta di una ‘Strategia regionale per le aree interne’ che “punti sulla concertazione tra Regione e Comuni” per definire “in maniera concertata e puntuale gli interventi da attuare, come ad esempio un piano per combattere e prevenire il dissesto idrogeologico, il potenziamento della viabilità primaria, secondaria e delle linee ferroviarie, la realizzazione e il miglioramento di infrastrutture strategiche, il completamento delle infrastrutture digitali in grado di contrastare l’isolamento e offrire nuove opportunità occupazionali”.

Al tempo stesso, è stata presentata in Consiglio regionale una proposta di legge per istituire una Commissione speciale per gli affari comunitari con il compito di “dare nuovo impulso alla normativa che disciplina il settore degli affari comunitari, monitorare lo stato di avanzamento di spesa dei fondi europei e fornire linee di indirizzo per la futura programmazione”.