Documentario diretto da un molisano sarà proiettato all’Ariano Film Festival foto

Il Molise esiste e si mette alla prova in tutti i campi, eccellendo in quello cinematografico. Il regista originario di Bagnoli del Trigno Emanuele Pecoraro è un esempio chiaro e lampante dei talenti della nostra regione: con il documentario da lui diretto intitolato ‘28…ma non li dimostra’, prodotto dalla Cinedea srl, conquista la manifestazione ‘Ariano International Film Festival’. Seppur fuori concorso, l’organizzazione ha deciso di proiettare la pellicola il prossimo 1 agosto.

Il titolo, emblematico, richiama “il numero dell’articolo della Legge Cinema che regolava i contributi finanziari – si legge nella nota – Molteplici sono stati, nel corso del tempo, gli scandali e le polemiche che hanno accompagnato l’applicazione di tali elargizioni, al punto che se n’è occupata persino la magistratura”. La trama rappresenta la fotografia, diretta e senza filtri, “di un periodo storico cinematografico compreso tra la metà degli anni sessanta ai primi anni novanta – continua il comunicato – caratterizzato da finanziamenti statali alla produzione, destinati prevalentemente, ma non solo, a opere prime e seconde, che imponevano la compartecipazione agli utili di autori, tecnici e maestranze”.

Questa rivoluzione ha permesso, in un periodo storico particolarmente importante per il cinema, la realizzazione di “molti film brutti ed inutili, ma anche tante perle di celluloide – sottolinea la nota stampa –  Basti pensare che, grazie al meccanismo dell’Articolo 28, sono state realizzate pellicole dirette da autori poi diventati importanti come i fratelli Taviani, Sergio Rubini, Gabriele Salvatores e tantissimi altri nomi oggi prestigiosi”.

Nell’opera sono presenti spezzoni tratti proprio da alcuni film prodotti tramite le regole di quella legge, come ad esempio ‘Fermate il mondo… voglio scendere!’ di Giancarlo Cobelli, ‘Il segreto di Francesco Maselli’ dello stesso Francesco Maselli e ‘Allullo Drom’ di Tonino Zangardi. Ad impreziosire il documentario le testimonianze di molti addetti ai lavori, tra produttori, registi, consulenti e funzionari ministeriali e della Banca Nazionale del Lavoro, che aveva il compito di erogare materialmente i fondi pubblici in oggetto.

Il documentario è stato ideato, scritto e realizzato dal regista e produttore Pierfrancesco Campanella, che ha esordito proprio grazie a un finanziamento dell’allora Ministero del Turismo e dello Spettacolo. Nella locandina del documentario è stata riprodotta “Pellicola impazzita”, olio su tavola dell’artista Mario D’Imperio. La fotografia ed il montaggio di ’28… ma non li dimostr’” sono a cura di Francesco Tellico. Il regista Emanuele Pecoraro ha già diretto il pluripremiato cortometraggio ‘Solitudini pericolose’ e il documentario ‘La città d’acqua’.