Ferrovia più moderna in 4 anni. Ma i disagi restano: 5 ore per arrivare a Roma

Entro la fine dell'anno partirà la prima tranche di lavori per elettrificare la linea Campobasso-Roma. I lavori, che saranno completati nel 2022, non comporteranno l'interruzione della tratta.

Oggi la firma della convenzione tra Rfi e Regione: “Finalmente il Molise esce dall’isolamento”. Intanto è stata un’altra giornata di disagi per i viaggiatori a causa di un guasto all’altezza di Zagarolo.

 

Nel giorno in cui il collegamento tra il Molise e Roma va ancora una volta in tilt, con i passeggeri che hanno impiegato 5 ore per raggiungere la capitale a causa di un guasto all’altezza di Zagarolo, a palazzo Vitale viene firmata la convenzione tra la Regione ed Rfi per elettrificare proprio la tratta Roccaravindola-Isernia-Campobasso. Una delle linee peggiori d’Italia insomma si prepara – finalmente – a mettere piede nella modernità dopo essere stata per decenni ‘una croce’ per tanti pendolari.

La firma dell’intesa questa mattina 23 luglio, a distanza di circa un mesa dal primo vertice all’Assessorato ai Trasporti. Definito il cronoprogramma dei lavori: entro la fine dell’anno il via ai cantieri per la prima tranche dell’opera, nel 2019 per la seconda. Entro il 2022 la conclusione. Nel frattempo, il collegamento verso Roma non subirà interruzioni. Una notizia che i viaggiatori potranno accogliere con un sospiro di sollievo: più di qualcuno infatti temeva una moltiplicazione dei disagi.

“Sarà un intervento corposo e richiederà uno sforzo particolare perché gli 82,6 chilometri del percorso sono composti da 31 chilometri di curve e da 16 chilometri di gallerie”, puntualizza l’assessore regionale Vincenzo Niro. “E’ una pagina importante, che consentirà al Molise di uscire dall’isolamento”. Importante pure il finanziamento stanziato per una infrastruttura a cui si chiede di colmare un ritardo decennale che il Molise ha rispetto al resto d’Italia: 80 milioni di euro, di cui 15 dal Ministero e 65 milioni della Regione. Di questi ultimi 15 rientrano nell’ambito del Patto per il Sud firmato dall’ex premier Renzi e dall’ex governatore Frattura.

Quanto tempo si impiegherà per raggiungere Roma con una linea potenziata e moderna non si sa ancora, o meglio nessuno si è sbilanciato sui tempi, nemmeno l’amministratore delegato di Rfi, l’ingegnere Maurizio Gentile. “Il miglioramento dei tempi di percorrenza sarà sensibile, ma non lo possiamo dire fino a quando non c’è il progetto definitivo”, si limita a dire. Quando sarà completata la prima parte dei lavori ci sarà una riduzione di “dieci minuti”. Secondo le prime stime il tempo di percorrenza diminuirà del 30%. L’obiettivo è arrivare nella capitale in poco più di due ore.

firma convenzione elettrificazione Campobasso Roma

Intanto i disagi per l’utenza restano: “I guasti all’infrastruttura sono dovuti all’usura e alla vetustà degli impianti”, chiarisce Gentile. Quello che stiamo facendo (la prima fase tra Isernia e Roccaravindola e la seconda parte Isernia-Campobasso-Matrice) non è solo elettrificazione, ma anche interventi all’armamento ferroviario, la correzione delle curve, la velocizzazione, la realizzazione di 18 passaggi di pensiline, ascensori e scala mobile. Dunque, un’infrastruttura rinnovata e che presenterà meno tassi di guasto. Oltre alla elettrificazione, ci sarà la possibilità di utilizzare treni più nuovi e moderni, non più a trazione diesel, ma ad energia elettrica con benefici dal punto di vista ambientale”.

Dopo aver reso più moderna la Campobasso-Roma, la Regione punta ad un altro progetto strategico: “Miglioreremo il collegamento tra Campobasso e Termoli, ne ho già parlato con l’ingegnere Gentile”, assicura il governatore Donato Toma. “Noi vogliamo essere il governo della concretezza, c’è tanta discontinuità rispetto al passato”, insiste annunciando una serie di interventi per la viabilità e per risolvere i problemi dei lavoratori. “Quest’anno non andrò in ferie”, dice ancora il capo della giunta regionale. Una frecciatina a chi sostiene che l’attuale governo sia in linea con quello di Frattura (come dimostrerebbe la conferma di alcuni dirigenti) che comunque non offusca la giornata quasi ‘storica’. Ora manca la ciliegina sulla torta: l’eliminazione del binario 20bis. “Abbiamo gli stessi diritti di tutte le altre Regioni”, rimarca Niro. Ma questa è un’altra battaglia.