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Fermata lottizzazione illegale vicino al parco. Lettera di minacce nelle cassette dei consiglieri foto

Il Consiglio comunale ha revocato oggi, in autotutela, la deliberazione del commissario ad acta che dava il nulla osta al programma costruttivo di Mucchietti Immobiliare. "Non rientra nelle aree da riqualificare". Il caso della lettera di diffida arrivata ai consiglieri, firmata dal costruttore. Partite le indagini: "Se è davvero lui sarà denunciato".

Con 14 voti favorevoli, quelli della maggioranza presente in aula, e tre astenuti, i consiglieri di opposizione rimasti, il Consiglio comunale di Termoli ha revocato il provvedimento del commissario ad acta con il quale si approvava il programma costruttivo della Mucchietti Immobiliare. Messa così la notizia sembra una delle tante decisioni “di scarso interesse” prese dall’Amministrazione, la solita guerra tra costruttori termolesi e amministratori della Giunta Sbrocca. Invece la storia della lottizzazione in contrada Mucchietti, al confine con il parco comunale e in una zona di grande interesse naturalistico, è una parabola dell’urbanistica locale, quella materia ignota ai più che però, se padroneggiata con competenza, riesce a modificare in un senso o nell’altro l’immagine della città.

 

In questo caso l’idea era di realizzare un grande complesso turistico-residenziale nella zona del nuovo ospedale, ville e villette spacciate come case su un terreno vincolato dal Piano Regolatore dove, fino a prova contraria, non si può edificare un bel niente, a differenza per esempio della lottizzazione a due passi dal casello autostradale di Termoli che non solo è resa possibile dalla destinazione d’uso di quel terreno (edificatorio) ma che ha anche finora vinto tutte le battaglie a colpi di carte bollate e richieste ai giudici.

 

Il caso delle villette di Colle Macchiuzzo è ben diverso, e ha registrato in queste ultime ore un episodio sconcertante. Nelle cassette delle lettere a disposizione in Municipio dei consiglieri comunali di Termoli, sia di maggioranza che di opposizione, sono state infilate lettere di diffida e minacce. La sostanza della missiva, spedita brevi manu e scoperta dagli esponenti comunali nei giorni scorsi, è questa: “Lunedì in consiglio volete revocare un provvedimento con chiaro abuso di ufficio ed omissione di atto dovuto. Vi invitiamo a voler prendere atto della presente formale comunicazione e vi diffidiamo dall’approvare la suddetta proposta, poiché ritenuta illecita reiterazione di precedente deliberazione di provvedimento già dichiarato lesivo per la Mucchietti Immobiliare ed illegittimo da un organo giurisdizionale. Vi avvertiamo che se approverete il documento sporgeremo querela nei confronti di tutti i soggetti, singolarmente e in concorso, che hanno contribuito a porre in essere gli atti delittuosi come descritti”.

 

Praticamente: attenti a quello che fate, o ne risponderete penalmente. Una lettera che ha suscitato reazioni indignate da parte di diversi consiglieri, soprattutto di maggioranza, compatti nell’approvare la revoca del piano costruttivo perché “non si basa su nessuna pianificazione territoriale, e la zona perimetrata dove è possibile semmai costruire è un’altra, non è quella: il commissario ad acta si è confuso e ha commesso un errore, quindi la lottizzazione Mucchietti non ha proprio nessuna pezza d’appoggio”.

 

Vicenda ingarbugliata, che comincia nel 2012 quando la ditta presenta il programma costruttivo, il Comune di Termoli non risponde e il Tar Molise accoglie il ricorso dell’impresa costruttrice stabilendo che il Comune deve esprimersi. Comincia, in quel momento, un’avventura fra carte, mappe territoriali, demarcazioni, delibere e marche da bollo. Una vera battaglia che vede uno contro l’altro Comune e ditta privata, che ha già intascato anticipi da parte di professionisti interessati a comprare ville e villette a ridosso del nuovo ospedale di Termoli. Il tutto sul filo rosso delle perimetrazioni. Che sono?

Un escamotage, in sostanza. Una modalità di costruire in deroga ai Piani regolatori e alle destinazioni d’uso di quei terreni che si trovano all’interno di aree abusive e da riqualificare. Una opzione prevista dall’articolo 14 del vecchio Piano Casa del 2009 che si ricollega alla legge regionale numero 17 del 1985. Una legge che dice che laddove ci siano insediamenti abusivi, questi devono essere recuperati e riqualificati, e che nelle aree  abusive da riqualificare si possono creare complessi turistici col doppio della cubatura massima consentita. Un vero affare, per i signori del cemento, che all’ultimo momento possono cambiare la destinazione d’uso del complesso “turistico” e trasformare, col solito colpo di bacchetta magica, un hotel o un residence in appartamenti e ville residenziali.

 

Il nodo della questione è questo: la zona di Mucchietti dove l’impresa vuole fare la lottizzazione è perimetrata? E’ abusiva e quindi da riqualificare? No, non lo è. Lo stabilisce il documento dell’ingegnere Francesco Ciummo, il tecnico all’epoca incaricato da Di Brino (dopo lo spregiudicato tentativo, non riuscito, di perimetrare tutta la città aprendo a inimmaginabili colate di cemento) che con l’amministrazione Sbrocca ha portato avanti la perimetrazione, stabilendo che a Termoli ci sono solo due aree segnate da abusivismo e quindi “perimetrate”. Una è Marinelle, a sud di RioVivo. L’altra è identificata come “Contrada Mucchietti – Ponte sei Voci”.

“Ma non ha niente a che vedere con la zona dove Mucchietti vuole fare la lottizzazione – spiega l’assessore all’Urbanistica Pino Gallo – perché come si evince dalle carte, dalle mappe catastali, è la zona tra via Corsica e il mare, non quella a ridosso dell’ospedale, che peraltro confina col parco e ha un forte interesse naturalistico e non ha nulla di abusivo, per fortuna”. E di conseguenza non è stata perimetrata e non può subire variazioni nella destinazione d’uso.

 

Eppure la battaglia è andata avanti finora, complice un “clamoroso errore del commissario ad acta che aveva scambiato Ponte Sei Voci-Mucchietti con contrada Mucchietti. L’errore è stato segnalato, il commissario però non ha risposto. Ma si tratta di due ambiti territoriali diversi”.

A questo si aggiunge il fatto che Mucchietti Immobiliare, come si legge nella delibera di revoca del nulla osta del Commissario ad acta, “ha presentato una Scia carente di documentazione, a cominciare dalla tavola di inquadramento dell’intervento proposto”.

 

Mucchietti ha diffidato il comune di Termoli a chiudere comunque l’istruttoria, ma dopo un anno di burocrazia contorta e “salti mortali” per far rientare la zona oggetto della edificazione in una zona che dista almeno un chilometro e sta da un’altra parte, oggi in Consiglio è stato messo un punto. Il provvedimento del Commissario ad acta è stato revocato in autotutela.  Per Mucchietti Immobiliare dunque nessuna variante al Piano Regolatore generale.

Ma dall’epilogo della storia si apre un altro capitolo, quello della lettera “che a nostro avviso è intimidatoria”, dicono alcuni consiglieri. Lo stesso sindaco Angelo Sbrocca, nel suo intervento finale dopo la relazione dell’assessore Pino Gallo e l’intervento del consigliere pentastellato Nick Di Michele, ha toccato l’argomento sottolineando che è stata recapitata “una lettera anonima sulla quale ora verranno avviate le indagini”. La lettera in realtà non è anonima, in quanto è firmata dal geometra Mario De Santis, il costruttore, e dal rappresentante legale della Mucchietti Immobiliare Piero di Ioia. Tuttavia si tratta di firme semplicemente stampate nero su bianco, che non possono essere considerate effettive dagli amministratori, i quali  hanno proceduto a inoltrare la lettera alle autorità competenti per una indagine finalizzata, tra le altre cose, anche ad appurare se effettivamente la missiva sia stata scritta da De Santis. “Se è così – dicono in Municipio – lo denunceremo”.

La battaglia, va da sé, è di quelle scottanti. In ballo ci sono milioni di euro.