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Escluso da un progetto regionale rinuncia al ricorso quando diventa consigliere: “È venuto meno l’interesse”

Angelo Primiani, consigliere regionale di 34 anni del Movimento 5 Stelle, ha rinunciato alla lite pendente con la Regione Molise per evitare l'incompatibilità con la carica elettiva ricoperta. Due anni e mezzo fa aveva fatto domanda per un lavoro di tre anni sulla progettazione europea ma era stato escluso per punteggio insufficiente. E lui si era rivolto al Tar.

Due anni e mezzo fa la Regione Molise ha pubblicato un avviso per cercare collaboratori che nei tre anni successivi avrebbero assistito gli uffici di via Genova sui bandi europei. Da quella graduatoria è stato escluso Angelo Primiani, attuale consigliere regionale del Movimento 5 Stelle.

Lui, 34 anni di Vinchiaturo, esperto in progettazione europea, titolare di una ditta che fa consulenze proprio in questo campo, assieme ad altri aveva fatto ricorso al Tar convinto che il merito – uno dei cavalli di battaglia del Movimento – non fosse stato adeguatamente tenuto in considerazione.

Una volta eletto a Palazzo D’Aimmo, però, la “battaglia di principio” è diventata secondaria: Primiani ha rinunciato al contenzioso perché se non lo avesse fatto sarebbe diventato incompatibile con la carica elettiva ricoperta.

“L’ho fatto poco dopo la proclamazione, non potevo fare altro, diciamo pure che l’interesse per quell’incarico da co.co.co. per tre anni è venuto meno e penso che – da consigliere regionale – sarò più in grado di difendere i principi del Movimento, tra cui, per l’appunto, quello del merito”.

Primiani – questo ha detto la Commissione per la verifica delle condizioni di eleggibilità dei consiglieri regionali che si è riunita il 6 luglio scorso – versava nelle condizioni di incompatibilità previste per colui che ha lite pendente con la Regione e ha rinunciato alla lite debitamente confermata dal Giudice della controversia mediante decreto.

Il giovane inquilino pentastellato, insomma, seguirà la battaglia degli esclusi “ma da esterno”.

Nel frattempo chi è stato selezionato con quell’avviso continua a portare avanti il lavoro a progetto “anche perché, forse sbagliando, non abbiamo chiesto la sospensiva della graduatoria”.

Prima del ricorso il consigliere aveva chiesto alla Regione di rettificare la graduatoria tramite annullamento in autotutela “ma il punteggio non è stato toccato. A quel punto ci siamo rivolti al Tar che non ha ancora fissato la discussione del ricorso”.

Insomma, Primiani avrebbe dovuto rinunciare a fare il consigliere regionale per un ricorso che non solo non sa come andrà a finire ma neppure quando. Non essendo stata chiesta la sospensiva, infatti, i tempi sono più lunghi. E così, nonostante resti convinto di avere i requisiti (“parlo inglese, sono stato tre anni a Bruxelles, ho gestito diversi progetti europei sia in ambito pubblico che privato eppure altri mi hanno superato in graduatoria”) il suo punteggio è risultato insufficiente.

Poco male, del resto tra un contratto a progetto e cinque anni in Consiglio regionale non dev’essere stato poi così difficile decidere.