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Campobasso

Eliporto dell’ospedale: abbandonato per anni, ora servono altri soldi per metterlo a norma fotogallery

Sono iniziati i lavori per il ripristino dell'elisoccorso dell'ospedale di Campobasso. Lasciato per anni nel degrado, con le infiltrazioni d'acqua che hanno rovinato pure la zona sottostante alla piattaforma, sarà in funzione entro poche settimane. "Sarà un passo in avanti nella gestione dell'emergenza", assicura il direttore sanitario dell'Asrem Antonio Lucchetti.

Pezzi di cemento ‘sradicati’ e accatastati come coperte, pavimentazione rimossa, sbuffi di polvere che si sollevano. Sono iniziati i lavori sulla superficie dell’elisoccorso dell’ospedale Cardarelli. Un’infrastruttura costruita tra la fine degli anni Novanta e gli inizi del Duemila all’interno del progetto del terzo lotto del nosocomio di Campobasso. Nata per rendere più rapidi i collegamenti con i vari presidi sanitari in un territorio ‘dotato’ di strade che cadono a pezzi, è rimasta in funzione per una manciata di anni.

Poi l’abbandono. L’eliporto è diventato il classico simbolo dello spreco di finanziamenti pubblici. Lasciato marcire sotto l’acqua e il sole, logorato dall’usura del tempo, dal ghiaccio e dalla neve. Proprio l’ultimo acquazzone – quello di lunedì 23 luglio – ha provocato parecchi danni documentati da un cittadino che ha realizzato un video e lo ha inviato alla redazione di Primonumero. Infiltrazioni d’acqua che hanno inzuppato i soffitti. Uno (chissà quando) è anche crollato: quello dell’aula in cui si tenevano i corsi per gli infermieri. ‘Piove’ anche lungo il corridoio dell’ala sottostante l’elisoccorso, tanto che qualcuno è stato costretto a ‘riciclare’ i secchi dell’immondizia, metterli in fila e raccogliere così l’acqua che gocciolava dal tetto. Solo in questo modo è stato possibile evitare che si allagasse tutto.

eliporto ospedale Cardarelli Campobasso

Le infiltrazioni d’acqua sono solo una parte del problema. Basta farsi un giro nella zona per rendersi conto del degrado: dalle sedute vicine alla fermata dell’autobus sfasciate alla sporcizia, dalla puzza di escrementi ai locali abbandonati. “Questo posto è diventato anche un bivacco per i senzatetto – commenta un signore durante il nostro ‘mini tour’ nella zona – tanto non c’è alcun controllo ed è facilissimo entrare”. Certo, non proprio la situazione ideale per il personale medico che quando è di turno lascia la macchina nel parcheggio costruito nella parte sottostante l’elisuperficie. C’è solo una mensa che resiste, al servizio del personale medico o degli studenti della vicina Facoltà di Medicina.

L’eliporto ha funzionato regolarmente per alcuni anni, sulla base di una convenzione con il 118 dell’Abruzzo per il trasporto dei pazienti”, ricorda l’ex direttore sanitario del Cardarelli Luigi Di Marzio, eletto in Senato alle ultime elezioni. “Ha funzionato fino alla prima parte degli anni Duemila, poi il servizio è stato interrotto per due motivi: non venne rinnovata la convenzione con il 118 dell’Abruzzo e l’Anac inoltre stabilì alcune prescrizioni di carattere formale. In assenza dell’elisuperficie del Cardarelli, è stata utilizzata la superficie di Selvapiana”. Quando il parlamentare ha lasciato l’ospedale per tentare l’avventura politica, “erano stati compiuti tutti gli adempimenti per avviare gli interventi di ripristino della superficie che nel frattempo si era ammalorata”.

I lavori, dal costo di qualche decina di migliaia di euro, sono iniziati proprio in questi giorni. L’obiettivo dell’Asrem è ripristinare l’elisuperficie rispettando le prescrizioni del caso. “Noi abbiamo trovato l’eliporto non funzionante e ora lo stiamo ripristinando – sottolinea il direttore sanitario dell’Asrem Antonio Lucchetti –, credo che nell’arco di poche settimane, al massimo un mese, saremmo in condizioni di attivare l’elisoccorso. Abbiamo dovuto chiedere i permessi all’Anac e attivato una serie di procedure per mettere a norma queste piattaforme”. E dunque “sarà un passo in avanti per la gestione delle emergenze”. Una buona notizia per i molisani che, dopo la morte di un uomo di 47 anni di Larino per una emorragia cerebrale, sono scesi in piazza per invocare a gran voce servizi sanitari più efficienti, soprattutto in caso di determinate patologie, quando solo un intervento rapido può salvare la vita delle persone.

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