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Ecomafie 2018, aumentano le infiltrazioni criminali nel ciclo dei rifiuti

Aumentano i reati contro l'ambiente in regione. Nell'annuale rapporto sulle Ecomafie di Legambiente in Molise accertate 147 infiltrazioni nel ciclo dei rifiuti

147 infiltrazioni accertate, 107 denunce e 20 sequestri effettuati. Questi sono i numeri che Legambiente ha dedicato al Molise, nel suo annuale report sulle Ecomafie, in merito alla regolarità del ciclo dei rifiuti regionale. Numeri risicati se spalmati su scala nazionale, incidono per appena l’1.4 per cento,  che  però diventano significativi se contestualizzati nel panorama regionale.

Nel Rapporto Ecomafia 2018 di Legambiente, presentato questa mattina a Roma,  spiccano 538 ordinanze di custodia cautelare emesse per reati ambientali nel 2017 (139,5% in più rispetto al 2016). Il 2017, anno a cui fa riferimento lo studio, dunque verrà ricordato come l’anno nel quale più di ogni altro, sino ad ora, sono stati effettuati arresti per crimini contro l’ambiente, così come le tante inchieste sui traffici illeciti di rifiuti.

Il 44 per cento degli illeciti è stato riscontrato nelle quattro regioni a tradizionale insediamento mafioso. La Campania è la regione in cui si registra il maggior numero di illeciti ambientali (4.382 che rappresentano il 14,6% del totale nazionale), seguita dalla Sicilia (3.178), dalla Puglia (3.119), dalla Calabria (2.809) e dal Lazio (2.684).

Il Molise con il suo 1.4% si piazza negli ultimi posti di questa speciale classifica ma, dati alla mano, i numeri del suo 2017 in termini di crimini contro l’ambiente e, in particolare, di infiltrazioni criminali all’interno del ciclo dei rifiuti è molto preoccupante. Complessivamente sono 147 le infiltrazioni accertate a cui sono seguite 107 denunce e 20 sequestri. Ad oggi ancora nessun arresto. A livello provinciale è Campobasso il territorio più colpito con 25 infiltrazioni accertate, 22 denunce e 4 sequestri. Mentre sul territorio pentro si sono accertate 9 infiltrazioni , 7 denunce e 3 sequestri. I numeri sulle province sono esenti delle denunce e degli accertamenti fatti dal reparto dei Carabinieri a tutela ambientale. Una sola invece è l’infiltrazione accertata dalla Guardia di Finanza nel ciclo del cemento, avvenuta nella provincia di Campobasso, a cui è seguito il sequestro del cantiere.

I numeri contenuti nel rapporto annuale di Ecomafia dimostrano i passi da gigante fatti grazie alla nuova normativa, legge 68, che ha introdotto gli ecoreati nel Codice penale. I dati forniti dal ministero della Giustizia parlano di 158 arresti,  per i delitti di inquinamento ambientale, disastro e omessa bonifica, con ben 614 procedimenti penali avviati, contro i 265 dell’anno precedente. Ma anche di un balzo in avanti dell’attività delle forze dell’ordine contro i trafficanti di rifiuti: 76 inchieste per traffico organizzato (erano 32 nel 2016), 177 arresti, 992 trafficanti denunciati e 4,4 milioni di tonnellate di rifiuti sequestrati (otto volte di più rispetto alle 556 mila tonnellate del 2016). Il settore dei rifiuti è quello dove si concentra la percentuale più alta di illeciti, che sfiorano il 24%.