È accusato di aver ucciso la moglie ma lui nega: “Parlerò col magistrato”

La donna 47enne caduta dalle scale sarebbe morta per un trauma cranico. Oggi è stata eseguita l’autopsia all’ospedale Veneziale. Il marito, 59 anni, è indagato per omicidio preterintenzionale ma respinge ogni addebito e giovedì incontrerà il sostituto procuratore per rendere dichiarazioni spontanee. L’avvocato Pompilio Sciulli chiuso nel più stretto riserbo dice soltanto: “L’iscrizione nel registro degli indagati è un atto dovuto e nient’altro”

Alle 14 il medico legale, il dottor Guerrizio di Campobasso, ha iniziato l’esame autoptico sulla salma della donna di 47 anni, morta sabato sera a Pescopennataro dopo essere caduta dalle scale di casa. Per questo incidente la Procura di Isernia ha indagato il marito della donna, un uomo di 59 anni. Su di lui il peso dell’articolo 584 del codice penale: cioè omicidio preterintenzionale.

All’autopsia era presente anche il legale dell’indagato, l’avvocato Pompilio Sciulli: “Un atto dovuto” ha precisato a stretto giro.

Aspetto ammesso anche dagli inquirenti: “Non si poteva fare diversamente. Si tratta di un passaggio necessario per chiarire dubbi e dinamiche di quello che è accaduto. È un provvedimento a garanzia di tutti”.

E l’avvocato Sciulli questo aspetto lo ribadisce continuamente. “È un provvedimento che non indica colpe né condanne e va, invece, a tutela della vittima e dello stesso indagato perché se ci sono incertezze è necessario che vengano spiegate e chiarite. Aspetti che l’organo inquirente ha necessità di definire”. E poi si trincera nel silenzio più assoluto “perché – chiosa – parlare in questo momento è inutile e dannoso per tutte le parti in causa. L’autorità giudiziaria farà il suo percorso e tirerà le sue somme rispetto ad atti concreti che sono in attesa di essere redatti e compilati”.

Quindi nella tarda mattinata, il giuramento e poi l’inizio dell’esame autoptico al quale l’avvocato Sciulli ha partecipato con un perito di parte.

I risultati saranno pronti fra 60 giorni. Ma l’equipe medico legale ha eseguito anche gli esami tossicologici perché la 47enne a causa di alcuni problemi di salute era sottoposta a “cure farmaceutiche importanti” che “non è escluso possano avergli provocato un capogiro o un mancamento”.

Ipotesi queste che sono nel ventaglio di quelle messe in piedi dalla Procura. Così come lo è anche quella dell’omicidio preterintenzionale. Accusa rispetto alla quale il 59enne giovedì mattina salirà le scale del tribunale di Isernia per deporre spontaneamente davanti al sostituto procuratore. L’uomo infatti ha palesato la necessità di spiegare e spiegarsi.

Perché la prima ricostruzione dell’accaduto racconta della 47enne che sarebbe caduta dalle scale battendo violentemente la testa. E racconta anche che l’uomo ha subito chiesto aiuto al 118 ma medici e gli infermieri di “Molise emergenza” una volta in casa hanno potuto soltanto dichiarare il decesso della 47enne causato da un trauma cranico. Almeno questo è quanto refertato dal medico di primo soccorso.

A confermare o smentire questo aspetto ci penserà l’autopsia.