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Dopo la festa del santo patrono cercano di incendiare nuovo centro di accoglienza: si indaga

L'inquietante episodio si è verificato durante la notte, dopo il passaggio della precessione: la struttura presa di mira da ignoti era destinata all'accoglienza di otto stranieri. Indagano i carabinieri di Agnone

Volevano distruggere il nuovo centro di accoglienza per stranieri bruciandolo con la benzina. Il fuoco è stato appiccato tra mezzanotte e le prime ore del mattino visto che ieri sera tardi a Belmonte del Sannio, nel centro del paese, è passata la processione. E l’abitazione trasformata in struttura per stranieri era ancora integra. Dopo la festa qualcuno ha cercato di impedire che gli otto richiedenti asilo destinati alla casa di piazza Risorgimento potessero trasferirsi a breve. E così – forse in compagnia di altri – ha buttato benzina davanti al portone d’ingresso per poi dileguarsi.

A scoprire i danneggiamenti il proprietario della struttura nelle prime ore del 12 luglio. Immediatamente sono state allertate le forze dell’ordine che ora stanno raccogliendo elementi per risalire all’identità dei balordi. L’episodio, di per sé preoccupante, è ancora più inquietante se si pensa che solo un mese fa c’è stato un fatto simile in un Cat, per fortuna ancora vuoto, a Pescolanciano. 

“Stamattina – ha riferito all’Ansa il sindaco di Belmonte, Errico Borrelli – abbiamo notato le tracce lasciate dal fuoco, miste a un cattivo odore. Forse benzina. Sono arrivati i carabinieri di Agnone e i Vigili del Fuoco per i rilievi, oltre al proprietario della casa e il titolare della ditta che ha predisposto tutto per accogliere lì i migranti”.

Stupito per quanto accaduto, il primo cittadino ha dichiarato di non aver ricevuto lamentele per le politiche di accoglienza: “Nessuno dei miei concittadini mi ha espresso palesemente disappunto”. Insomma, il clima in paese sarebbe sereno e i 16 migranti che già vivono a Belmonte non avrebbero creato problemi. La metà di loro era destinata a questa nuova struttura in previsione dell’arrivo di altri otto da Macchia d’Isernia. Ventiquattro stranieri in totale a fronte di 735 abitanti.

Ma a qualcuno la cosa non dev’essere andata giù. E in paese – durante i festeggiamenti del santo patrono e in pieno centro – nessuno avrebbe notato nulla al momento dell’incendio.