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Le polemiche dietro al cous cous: città paralizzata per 7 giorni. I pescatori: “Soldi persi” foto

L'evento Degusticous Festival ha scatenato numerose polemiche soprattutto da parte di residenti, armatori e da chi non ha trovato indicazioni chiare

Se il detto “Non importa se bene o male, purchè se ne parli” è sempre attuale, allora per il festival dedicato al cous cous calza a pennello. Perché all’indomani della chiusura dell’evento che per quattro giorni è stato protagonista nella città adriatica, i commenti si rincorrono in ogni angolo della strada. Dal centro cittadino, dove i primi a parlarne sono commercianti e residenti, fino alla periferia dove i cittadini raccontano la loro avventura con il festival. Ed è inevitabile quindi non tracciare un bilancio raccogliendo i pareri di chi, in qualche modo, con il festival ha avuto a che fare.

Perché ad essere onesti e sinceri, il De Gusticous ha paralizzato la città. E la grande macchina organizzativa che ha permesso alla famiglia Martino di costruire un evento così imponente per grandezza, impegno, persone coinvolte dal 19 al 22 luglio, qualche pecca ce l’ha avuta. A partire dalla location, il porto, scelto per essere teatro di eventi, dimostrazioni culinarie, concerti e stand gastronomici per assaggiare e scoprire un piatto tanto esotico quanto vicino, visto che l’azienda di famiglia si trova al nucleo industriale di Termoli.

Per sette giorni i cinquemila metri quadri del piazzale dove transitano migliaia di persone e dove ogni giorno si lavora quasi 24 ore su 24 è stato paralizzato, bloccato, quasi inaccessibile con le transenne a chiudere l’area e costringere chi era in auto a fare un lungo giro per tornare in centro.

Chi doveva lasciare l’auto, come fa ogni giorno per rientrare a casa, ha dovuto trovare rimedio. “E non hai idea della fatica e dei numerosi giri che ho dovuto fare”, confessa qualcuno. Chi doveva arrivare all’imbarco delle Tremiti ha lasciato l’auto altrove e ha dovuto percorrere a piedi il lungo percorso, per l’impossibilità di dover transitare con l’auto sulla banchina, a ridosso del mare. Valigie e borse al seguito e una lunga camminata fino al traghetto e poi lo stesso al ritorno.

Mentre per i commercianti del pesce tante sono state le perdite visto che gli acquirenti non hanno potuto raggiungere la banchina del porto davanti al mercato ittico per caricare la merce sui furgoni nei giorni dell’asta. “Carte alla mano – rivela qualche armatore – abbiamo perso tanto in quei giorni”. E il borgo? “Paralizzati, sequestrati in casa con le barriere metalliche a chiudere l’accesso alla scala a chiocciola, tanto che abbiamo dovuto chiedere di aprirle almeno durante il giorno per permetterci l’accesso”.

Tanti disagi dovuti anche alla poca comunicazione e alla mancanza di avvisi in tempi adeguati per comunicare i cambiamenti alla viabilità e tanti altri piccoli accorgimenti. E’ vero, una conferenza stampa non è mancata, ma ad aprile, mentre a ridosso di appuntamenti di questa portata, che modificano letteralmente e nel profondo la città, andava probabilmente ripetuta. Vanno anche bene i social, dove tra Facebook e Twitter, gli annunci sono stati quasi in tempo reale, ma per chi non li usa le notizie non sono mai arrivate.

Ma qualche punto a favore non manca, a partire dalla musica. Ovviamente. Nomi di punta, dai più conosciuti Pezzali, Renga e Nek e i Negrita, che hanno chiuso l’evento domenica 22 luglio, fino ai più ricercati Morcheeba e Carle Brave x Franco 126. Tanti i fan arrivati in città per i concerti live che hanno potuto anche avere in regalo un omaggio gastronomico per scoprire il cous cous a casa grazie ad alcuni biglietti. Un richiamo importante anche dalle altre regioni limitrofe.

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“Verrà ripetuto?” Al momento è impossibile saperlo, bisognerà attendere, magari capire punti di forza ed errori, rimediare e capire dove intervenire. Ma la location, almeno a detta dell’Amministrazione comunale che ha raccolto i numerosi pareri della cittadinanza e degli esperti nei vari settori, potrebbe non essere più il porto.