Slot vicino a bancomat e compro oro: “Trovare i soldi per giocare alle macchinette sarà più facile”
Anche il Comune di Campobasso ha dovuto recepire la modifica al regolamento sul gioco d’azzardo approvato dall’ex governo regionale guidato da Paolo di Laura Frattura. Eppure in città il gioco d’azzardo è diffuso, anche se resta un fenomeno sommerso: nel 2016, secondo i dati Aams, nel capoluogo molisano sono stati spesi 59 milioni di euro nel gioco d’azzardo. Ma ai servizi sociali del Comune si sono rivolte solo 50 persone. “I giocatori non si accorgono di essere malati, ma sono le famiglie che si rendono conto dei soldi che vengono sprecati con le macchinette”.
Per i giocatori incalliti è pure una ‘buona’ notizia. Di sicuro non lo è per le famiglie che finiscono sul lastrico a causa delle famose macchinette. Ovvero le slot machine. Sarà possibile aprire esercizi commerciali anche vicino a bancomat, uffici postali e compro oro. E dunque avere in mano i soldi contanti per giocare prelevando dallo sportello o rivendendo il braccialetto d’oro sarà più facile.
Tutto questo è possibile grazie ad una modifica alla legge regionale sul gioco lecito e nello specifico ai luoghi sensibili, ossia quelli in cui è vietato aprire le sale slot perchè frequentati dalle categorie a rischio. Categoria in cui ad esempio rientrano le scuole e i centri per anziani.
La modifica, approvata alla fine della legislatura dal governo regionale guidato da Paolo di Laura Frattura, è stata recepita dal Comune di Campobasso. E la novità più rilevante sarà la distanza dai cosiddetti ‘luoghi sensibili’. «E’ un testo peggiorativo – ha ammesso l’assessora alle Politiche sociali Alessandra Salvatore – perché sarà più facile reperire i soldi e giocare, ma ci siamo dovuti adeguare alle nuove disposizioni normative regionali per evitare ricorsi».
Fra pochi giorni il sindaco Antonio Battista regolamenterà le aperture delle sale slot con un’apposita ordinanza sindacale. Il primo provvedimento di questo tipo risale a un anno e mezzo fa provocando le proteste dei gestori: era il febbraio del 2017. Pugno duro necessario alla luce dei dati dell’Aams (Agenzia delle dogate e dei monopoli): nel 2016 a Campobasso sono stati spesi 59 milioni di euro nelle macchinette.
Il primo cittadino dunque stabilì che le slot della città potevano restare aperte dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 21. Prima non c’erano vincoli d’orario. Le macchinette potevano essere accese ben presto al mattino e spente alle 3 di notte.
Ma il nuovo regolamento approvato dall’assise civica di palazzo San Giorgio potrebbe aggravare il fenomeno. Di cui non si ha una fotografia precisa perché «ai Servizi sociali del Comune si sono rivolte solo 50 persone che hanno segnalato familiari che sprecano soldi, consumano lo stipendio nelle macchinette. Tante famiglie sono famiglie sul lastrico in questo modo».


