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Centro accoglienza per minori nell’ex hotel Aljope, il Consiglio Comunale dice no all’unanimità

Maggioranza e minoranza esprimono parere negativo all'ipotesi che l'albergo dismesso e sotto concordato fallimentare possa essere trasformato in centro di accoglienza per minori non accompagnati. Si tratta di semplice volontà politica: la parola definitiva va ora alla Prefettura. C'è già una richiesta per la riconversione dell'hotel finito all'asta, tenuto aperto per quasi 25 anni.

Se l’ex hotel Aljope sarà trasformato o meno in un centro di accoglienza per minori, non può dirlo nessuno. Si può dire, invece, che la volontà politica manca del tutto. Ieri il Consiglio comunale di Guglionesi ha approvato – praticamente all’unanimità – la mozione presentata da numerosi consiglieri con la quale si esprime parere negativo all’ipotesi che la struttura del quartiere Santa Margherita venga riconvertita in un centro di accoglienza.

Non solo la maggioranza del sindaco Mario Bellotti si è espressa contro, ma anche l’opposizione di Tomei, Senese, D’Urbano e Del Peschio. 

Tuttavia i migranti, l’accoglienza e il contesto nazionale nel quale gioca un ruolo da primadonna il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini non c’entrano nulla. Gli amministratori, ribadendo che Guglionesi ha già uno Sprar col quale assolve al “dovere” di accoglienza ripartito sui Comuni italiani, sperano infatti che l’albergo, inaugurato nel 1989 e che per quasi 25 anni ha ospitato migliaia di matrimoni e ricevimenti, possa tornare ad avere una finalità turistica e legata allo sviluppo del territorio.

aljope consiglio comunale

La posizione del Comune però non è vincolante. La Prefettura potrebbe concedere il nulla osta sulla base dell’accreditamento nell’elenco reginale e della istanza presentata dalla cooperativa di Di Giacomo, origini isernine e interessato ad allargare il raggio d’azione dei centri di accoglienza, che intende affittare l’Aljope proprio per ospitare minori non accompagnati.   

La vicenda non è conclusa, sebbene molti a Guglionesi abbiano tirato un sospiro di sollievo davanti alla posizione tutto sommato unanime dei consiglieri, che al di là delle appartenenze politiche hanno manifestato la volontà di restituire all’albergo la sua vocazione iniziale, andando incontro alle aspirazioni di alcuni imprenditori locali intenzionati a rilevarlo all’asta e riconvertirlo, dopo i necessari lavori di adeguamento, in una struttura ricettiva, per cerimonie e con zona benessere.

L’albergo infatti, aperto alla fine degli anni Ottanta, 4400 metri quadri e tre piani, è sotto concordato fallimentare. Una prima è andata deserta, e la seconda dovrebbe volgersi tra l’autunno e la fine del 2018.

Il prezzo, inizialmente fissato a un milione di euro, dovrebbe scendere permettendo a chi è interessato di rilevarlo. Anche per questo il Consiglio comunale ha manifestato contrarietà all’ipotesi di riconversione in un centro di accoglienza. Qualora l’Aljope dovesse finire per ospitare giovani stranieri, infatti, perderebbe una parte del suo valore immobiliare e subirebbe una normale “svalutazione”. La parola, dopo il no dell’assise, passa ora alla Prefettura.