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Avvocato, sindacalista, ora assessore alla Cultura: ecco chi è Lidia De Benedittis

Presentata la nuova assessora alla cultura del Comune di Campobasso. De Benedettis: "Rivolgo un appello a tutti gli operatori del settore per crescere insieme verso orizzonti più ampi". Poi i ringraziamenti "a chi ha scommesso su di me". E cita il cognato di chi l'ha preceduta.

Cultura, spettacolo, istruzione, educazione alla legalità, pari opportunità, sanità urbana. È il ventaglio di deleghe cui si occuperà, fino alla fine della legislatura, la neo assessora Lidia De Benedittis.

Presentata ufficialmente questa mattina, 9 luglio, in una conferenza stampa convocata dal primo cittadino, Antonio Battista, la nuova esponente dell’esecutivo di palazzo San Giorgio si è proposta ringraziando innanzitutto quanti hanno lavorato finora e quanti hanno puntato sulla sua persona per portare a termine progetti in cantiere e avviarne dei nuovi anche per il dopo Battista.

Campobassana, avvocato, nata ad agosto del 1979, dopo un breve periodo di attività forense ha scelto di prestare la sua opera nella Uil ed è stata proprio la passione per il sindacato e le sue quotidiane battaglie per il rispetto dei diritti civili ad avvicinarla all’ambiente politico.

“Sono qui per ringraziare il sindaco per le belle parole che ha speso per me e perché mi ha dato questa opportunità. Ringrazio la sinistra e il centrosinistra in particolare  Maurizio D’Anchise (cognato dell’ex assessora dimissionaria Emma De Capoa, ndr) che insieme al sindaco mi ha dato fiducia. Ringrazio moltissimo chi fino ad oggi ha lavorato in questo settore di cui io adesso assumo le redini e ringrazio chi in questo periodo di vacatio si è occupato attivamente della cultura, quindi la commissione e la  sua presidente Giovanna Viola. Perché  se io oggi non avrò difficoltà a compiere il mio operato è grazie a loro”.

A riprova di quanto dice, racconta della straordinarietà del Corpus Domini targato “2018” e sottolinea che il suo lavoro “sarà in continuità con quanto realizzato finora”.

“Se possibile – continua la De Benedittis –  daremo uno sguardo importante anche al futuro perché quello che vogliamo fare (e mi piace parlare al plurale) sono moltissime cose che però puntano a coinvolgere tutti gli operatori della cultura”.

È infatti a questi ultimi, alle associazioni e a tutte le compagini che si occupano di attività culturali cui la De Benedittis si rivolge.

“Mi appello a loro – dice –  perché vengano nei nostri uffici e perché a me piace lavorare insieme, la molteplicità di idea, il confronto e il dibattito sono gli elementi che favoriscono crescita e sviluppo”.

Poco si sofferma sull’imminente cartellone estivo per il quale erano state già approntate delle idee “che adesso valuteremo”. Quello che la De Benedittis ha voluto rimarcare è il fatto di riuscire ad andare al di là della copertura ” di cartelloni e iniziative del momento” ma soprattutto riuscire a programmare “ciò che verrà dopo e per questo coinvolgere il maggior numero possibile di persone che operano nel settore e, perché no, provare così a creare anche posti di lavoro”.

La sua impronta? “Fortificare l’identità culturale della nostra città sfruttando i nostri talenti”.