Ambulante denuncia un video di torture su due bambine. In Arabia Saudita arrestata la madre foto

Le immagini delle violenze girate ad un marocchino che lavora nel capoluogo e ad un suo collega di Campobasso, che con l’avvocato Silvio Tolesino ha denunciato i fatti alla Squadra Mobile. La Procura ha quindi attivato le procedure internazionali per la segnalazione, poi la notizia dell’arresto a carico della donna sulla quale le autorità saudite stavano lavorando da qualche tempo

La notizia che arriva dalle coste del Mar Rosso, in Arabia Saudita, mette i brividi: la polizia ha arrestato una madre che torturava le sue due bambine di poco meno di un anno.

Le autorità saudite sono venute a conoscenza di questa “storia dell’orrore” in seguito ad alcune segnalazioni scattate dopo la diffusione in rete di un video, probabilmente inserito dalla stessa donna sui social,  che mostrava sevizie di ogni genere sulle piccole. E da Campobasso, nei giorni scorsi, è arrivato l’ultimo pezzo utile a completare il puzzle di accuse a carico di questa donna. E tenerla quindi in carcere, dove si trova rinchiusa adesso.

La settimana scorsa un venditore ambulante 53enne di Corso Bucci e di  Campobasso aveva ricevuto un video da un collega “di bancarella” di Casablanca, stabilizzato nel capoluogo da circa 20 anni.

“Siamo amici da qualche tempo e spesso su whatsapp ci scambiamo video goliardici e divertenti” ha detto.

Fino ai giorni scorsi, quando invece sulla sua utenza, inviato dal suo amico marocchino, arriva un video raccapricciante. Due bambine sottoposte a torture che hanno fatto accapponare la pelle degli stessi agenti. Urla, pianti disperati e la mano di una donna che chiude il video mentre tenta di strangolare una delle piccole, gemelle, lasciando chi guarda con l’incertezza se l’abbia uccisa o meno.

Un filmato rispetto al quale il 53enne di Campobasso è scosso da un brivido di ribrezzo e terrore. Chiama il suo amico marocchino e lo invita a denunciare il fatto. Ma l’extracomunitario risponde di non sapere a chi rivolgersi. Ci pensa il 53enne, che subito dopo è dal suo legale di fiducia, l’avvocato Silvio Tolesino il quale – come accadrà poco nella sede di via Tiberio – ha un sussulto quando è costretto a prendere visione del video.

Insieme, quindi, bussano agli uffici della Squadra Mobile e raccontano l’accaduto, firmano una regolare denuncia e il fascicolo nelle ore successive è già sul tavolo del procuratore capo Nicola D’Angelo. Che non ci pensa due volte: rispetto alla segnalazione attiva tutte le procedure internazionali. Per fortuna le autorità saudite stavano già lavorando sul caso, e da Campobasso è arrivato l’ultimo input a fare il prima possibile. La madre delle due bambine è stata arrestata. Le piccole trasferite nell’ospedale di Jeddah. Il padre, yemenita, ha detto di volerle tenere con sé, rifiutando la proposta di un’associazione che lavora a tutela dei diritti umani. La moglie, dalla quale sarebbe separato, pare sia malata di mente e lui ha dichiarato di non volersi separare dalle sue bambine.

Una storia che mette i brividi. E tuttavia resta ancora poco chiaro il motivo di questa barbarie. Si spera soltanto che le due bambine, con le cure adeguate e con il supporto degli psicologi, possano tornare al più presto ad una vita normale.