Acquedotto Molisano centrale, stretta finale per l’acqua del Matese sulla costa. Ma non ci sono date certe

Il presidente regionale Donato Toma assicura che "l'iter ha avuto un'accelerazione". Ma non si quando l'opera sarà pronta

Per l’ennesima volta da dieci anni a questa parte, dalla Regione Molise arriva un annuncio: “L’acquedotto Molisano Centrale sta per entrare in funzione”. L’ente guidato adesso da Donato Toma assicura che “l’iter ha subito un’accelerazione che consentirà finalmente ai territori del Basso Molise di avere acqua di qualità, proveniente dalle sorgenti del Matese”. Si legge di un nuovo cronoprogramma, ma non c’è una data, niente di preciso. Insomma c’è da aspettare e sperare che l’opera oggi rientrante a pieno diritto fra le grandi incompiute italiane possa un giorno o l’altro tramutarsi in realtà.

Tuttavia non c’è molto da rallegrarsi, dato che troppo spesso le speranze dei molisani, specie quelli che vivono a valle della diga del Liscione, sono state disattese da annunci rivelatisi poco più che aria fritta. Prima il presidente di Molise Acque Stefano Sabatini, che ne aveva annunciato l’inaugurazione entro il 2012, poi i vertici dell’assessorato regionale dell’era Frattura, leggi Pierpaolo Nagni, o il commissario straordinario che si occupa dell’opera, Donato Carlea.

“A primavera”, “Fra sette mesi”, “Entro l’anno”. Slogan ogni volta cambiati di qualche virgola, ma di fatti concreti poco o nulla. Le giustificazioni sono state le più disparate: “problemi burocratici”, “frane sul percorso”, “variante per far giungere acqua alla Costa Verde”, “ulteriori finanziamenti che il Cipe ha tardato a sbloccare”.

Ora va dato credito al governo regionale guidato da Donato Toma, con Vincenzo Niro all’assessorato ai Lavori pubblici. Non fosse altro per il fatto che si sono insediati da due mesi e non possono essere ritenuti responsabili di dieci anni di mostruosi ritardi. In queste poche settimane, come riferito dal governatore, si sono messi al lavoro per cercare di sbrogliare la matassa.

“Abbiamo attivato un tavolo di lavoro teso a definire un cronoprogramma operativo per la progressiva entrata in funzione dell’Acquedotto molisano centrale, che consentirà finalmente ai territori del Basso Molise di avere acqua di qualità, proveniente dalle sorgenti del Matese, e di conseguire importanti risparmi con un deciso abbattimento degli attuali costi di potabilizzazione e di sollevamento dell’acqua dall’invaso del Liscione”. Questo quanto afferma il presidente della Regione Molise, Donato Toma, a margine della riunione tecnica, che ha avuto luogo a Palazzo Vitale, sulla progressiva entrata in esercizio dei tronchi dell’acquedotto.

Si parla quindi di entrata in funzione a tronconi, come per altro era già stato reso noto tempo fa dell’ex presidente della commissione regionale Lavori pubblici Salvatore Ciocca. Ma anche in quel caso le comunità bassomolisane attesero senza avere soddisfazione.

Al tavolo tecnico, a quanto si apprende, erano presenti anche l’assessore regionale ai Lavori pubblici, Vincenzo Niro, le strutture tecniche della Regione Molise e di Molise Acque, il commissario Donato Carlea che coordina le attività e la Direzione dei lavori.

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“Dopo una breve rappresentazione delle criticità e dei ritardi incontrati nel tempo, le parti hanno condiviso l’urgenza di raggiungere, attraverso la fornitura di acqua, i serbatoi di Larino, unitamente alla zone sottese, e di Termoli” si legge nella nota della Regione.

La comunicazione dello staff di Toma fa sapere inoltre che “in relazione a tale obiettivo, i presenti, ciascuno per  le proprie competenze, hanno offerto e garantito la massima disponibilità di risorse umane, organizzazione e mezzi per assicurare l’arrivo dell’acqua nel più breve tempo possibile, salvo eventuali imprevisti al momento non ipotizzabili. Da subito, sarà attivo un cronoprogramma stringente, in forza del quale garantire il percorso concordato, che sarà sottoposto al controllo e monitoraggio continuo delle Strutture regionali e di Molise Acque”.

Purtroppo nessuna data certa viene fornita dalla Regione. Forse perché annunciarne una per poi non rispettarla sarebbe un’ulteriore offesa all’intelligenza dei molisani.