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Abbandonato da anni il Comune lo ricicla: l’ex polo fieristico ora è il ‘cimitero’ dei cassonetti fotogallery

Lo spazio espositivo concepito come il più importante della regione e costato miliardi di vecchie lire da alcune settimane è diventato il deposito della municipalizzata Sea. La società sta utilizzando il polo fieristico abbandonato all'interno della Cittadella dell'economia di contrada Selvapiana per smistare i vecchi cassonetti dell'immondizia man mano che questi spariscono dalle strade del capoluogo dove si sta facendo largo un nuovo sistema di conferimento dei rifiuti.

Il polo fieristico di contrada Selvapiana si sta lentamente trasformando in un cimitero di vecchi cassonetti. Da quando è partita la raccolta differenziata, prima al centro storico, poi nelle contrade e, dal 23 luglio, al quartiere Cep di Campobasso, il deposito della Sea, la società che gestisce il servizio per conto del Comune, è diventato piccolo.

Il magazzino di Fontana Vecchia – dove c’è già il parco mezzi – non riesce a contenere i tradizionali contenitori della spazzatura (sia quelli in acciaio che quelli in plastica per la raccolta di plastica, carta e vetro) che stanno gradualmente sparendo dalla città. E la nuova sede di piazza Molise, in cui ci sono gli uffici per dipendenti e dirigenti della Sea, non è neppure stata contemplata come soluzione.

La cosa migliore pensata a palazzo San Giorgio è stata quella di far appoggiare i cassonetti nell’area fieristica di contrada Selvapiana. In attesa, si spera, di un eventuale smaltimento.

Decine e decine di bidoni ammaccati, sporchi e pieni di scritte sono già stati ammassati dal personale Sea negli ampi spazi del polo fieristico dove ci sono anche migliaia di bidoncini nuovi di zecca di tutte le misure ancora avvolti nel cellophane, pronti per essere consegnati alla città dove la differenziata si sta facendo largo, seppur con qualche ritrosia, nelle varie zone del capoluogo. 

Il paradosso che era stato evidenziato qualche tempo fa dal consigliere comunale Roberto Gravina (M5S) è che la Sea ha speso fior di quattrini (anche se loro sostengono che ci sarà un risparmio rispetto all’affitto) per l’acquisto di un nuovo immobile quando gli uffici della Cittadella dell’Economia, in cui sorge l’area fieristica, sono vuoti.

Effettivamente di società nei locali di Selvapiana ne sono rimaste solo tre dopo che anche l’Unioncamere – per una decina di anni gestore del Polo dei servizi – ha fatto i bagagli tornando alla Camera di Commercio di piazza della Vittoria. E anche qui, come nel polo fiera, regna l’abbandono con stanze nuove di zecca e già arredate che da tempo, si dice, Regione e Comune vorrebbero ristrutturate.

“L’anno scorso il Comune aveva stanziato 180 milioni di euro per l’antincendio, la sicurezza e una ristrutturazione parziale a cui si sarebbero sommati i 4 milioni di euro del Patto per il Molise firmato da Renzi e Frattura. Ma sono state solo promesse elettorali” così commentava Gravina a fine maggio dopo un sopralluogo alla Cittadella.

Da allora nulla è cambiato, anzi, le cose sono peggiorate perché il degrado è inesorabile, le infiltrazioni di acqua hanno devastato intere parti del polo fieristico e c’è stata anche qualche incursione di ladri per i cavi di rame che sono stati staccati dalle pareti. E poi ancora: sono spariti i sanitari, gli arredi, persino gli estintori, insomma è una situazione anche pericolosa per i lavoratori della Sea che da settimane continuano ad ammassare lì i vecchi secchi dell’immondizia.