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Giuseppe, alla Juve da sempre. E ora lo attende CR7: “Il mio sogno è vincere i Mondiali” foto

Il talento della Juve Giuseppe Leone trascorre ogni estate a Petacciato, paese del papà Emilio. Titolare nella Nazionale U17 arrivata seconda agli Europei, adesso potrebbe anche allenarsi con Cristiano Ronaldo

C’è un ragazzino in queste settimane a Petacciato che potrebbe presto allenarsi al fianco di Cristiano Ronaldo e degli altri campionati della Juventus. Lui si chiama Giuseppe Leone, è nato nel maggio del 2001 a Torino, dove vive, e si appresta a lasciare la squadra Allievi per entrare nella Primavera della società più titolata d’Italia, quella in cui lui è entrato che aveva solo 7 anni. Come molti sanno nel piccolo centro adriatico molisano, Giuseppe ha origini molisane. Davanti a un thè freddo sull’assolato viale Pietravalle di luglio, qualche giorno prma di rientrare in Piemonte, Giuseppe si racconta a primonumero.

Papà Emilio è nato e cresciuto a Petacciato, giusto?

“Sì, lui è di Petacciato e da ragazzo giocava a calcio qui, ogni tanto ne parliamo. Da giovane si è trasferito a Firenze per studiare all’università e poi a Torino dopo aver conosciuto mia madre. Inoltre qui vivono mia nonna e i miei zii”.

Tornate ogni estate?

“Sì, io vengo per le vacanze che ogni anno si accorciano un po’ per via della preparazione pre campionato”.

Cosa ti piace del Molise e di Petacciato?

“È un posto di mare, molto bello e tranquillo. Rispetto a Torino puoi uscire da solo anche da piccolo e questa è una bellissima cosa. Mi piace venire qui anche perché ci sono i miei amici”.

Parli mai del Molise ai tuoi compagni a Torino?

“Qualche volta mi è capitato che qualcuno mi chiedesse dove vado in vacanza e ho risposto in Molise, tranquillamente”.

A Petacciato tutti ti conoscono come “quel ragazzo che gioca nella Juve”. Cosa si prova?

“Mi fa strano quando vado in giro e i bambini mi chiedono la foto. I miei amici sono con me e io penso che potrei essere al posto loro. Per me è bellissimo. Anche i grandi spesso mi fermano per strada anche se io non li conosco ed è bello quando mi chiedono la foto e dicono “non si sa mai fra qualche anno diventi famoso”. Nessun fastidio, anzi, non puoi dire di no”.

Cosa provi invece a essere un calciatore delle giovanili di una società così importante e famosa come la Juventus?

“È una cosa bellissima. Quando vai in giro per i tornei, i bambini ti guardano, vedono che hai lo stemma della squadra e ti osservano in un altro modo. C’è anche chi non ti apprezza perché non sopporta la Juve, ma è una minoranza”.

Avverti una certa pressione?

“A quest’età no, alla fine non c’è in palio la serie A o altro. Devi stare attento ai comportamenti nello spogliatoio e sui social, ma ci sta. In campo la pressione c’è perché porti la maglia della Juve e devi onorarla. Forse aumenterà con gli anni”.

A che età hai cominciato a giocare?

“A sei anni con la squadra vicino casa, il Vanchiglia, dopo aver tentato di fare hockey, ma non stavo in piedi. Ho provato col calcio verso febbraio-marzo e a fine stagione avrei dovuto fare un provino col Torino, ma per vari motivi non l’ho fatto. Quindi ho fatto un altro anno in quel club e ho ottenuto dei provini con la Juve. A fine stagione mi hanno preso”.

Quindi sei alla Juve da quando avevi sette anni?

“Sì, la prossima sarà la decima stagione e dovrei passare nella Primavera”.

Per chi non ti conosce, che giocatore sei?

“Sono un mediano-play, il regista della squadra. Mi sento un leader più in campo che fuori”.

Da bambino quale giocatore ammiravi di più?

“Ne dico tre: Ronaldinho, Zidane e Pirlo”.

Hai un modello, un giocatore al quale ti ispiri?

“Pjanic al momento mi piace molto per come gioca, anche se quando guardo i video scelgo Zidane. Ammiro tanto la sua ruleta, un giorno mi piacerebbe farla come lui. Anche da allenatore lo stimo tanto”.

E adesso è arrivato anche Cristiano Ronaldo alla Juve.

“Sì, tanta roba. Fra lui e Douglas Costa, se ti puntano in dribbling… Speriamo nella Champions”.

Ti è mai capitato di incontrare i campioni della prima squadra?

“Sì, perché per un motivo o per l’altro loro a volte si fermano a mangiare a mensa. È capitato con Buffon, Barzagli, Marchisio, a volte anche Dybala, Higuain, Alex Sandro, Douglas Costa. Non sembra di parlare con grandi giocatori, perché potrebbero tirarsela ma non lo fanno. Sono sempre molto disponibili. Anche quando c’è la festa di Natale, se qualche bambino chiede loro una foto non si tirano mai indietro”.

Hai fatto parte della Nazionale U17 che a maggio è arrivata seconda agli Europei. Che emozione è stata per te?

“Partecipare è stato bellissimo. Abbiamo fatto un raduno ad aprile, eravamo in 25 ma potevano essere convocati in 20. A ogni allenamento c’era tensione, ci chiedevamo se ce l’avremmo fatta a guadagnare la convocazione. E quando ho saputo che ero stato scelto mi è arrivata la lettera della mia insegnante delle elementari che mi ha ricordato un gioco che facemmo il primo giorno di scuola. Dovevamo dire chi eravamo e cosa ci piaceva e io allora dissi che mi piaceva la Nazionale di calcio”.

C’era un’atmosfera da grande occasione a quanto pare, vero?

“Sì, è così. Arrivati lì al torneo in Inghilterra, era tutta un’altra cosa rispetto alla qualificazioni. Abbiamo trovato una grande atmosfera e col fatto che la Nazionale Maggiore non si era qualificata ai Mondiali, su di noi c’era grande attenzione in Italia sui media e sui social”.

Purtroppo un’avventura senza lieto fine per voi.

“Sì, una nota dolente. È bruttissimo perdere in finale. In finale l’Olanda è andata in vantaggio, noi abbiamo rimontato ma a sette minuti dalla fine loro hanno pareggiato. Poi ai rigori abbiamo sbagliato i primi due. Peccato, siamo stati a sette minuti dalla vittoria”.

Magari avrai modo di rifarti in futuro. Dove ti vedi fra 5 o 10 anni?

“Fra qualche anno spero di essere in serie A, adesso non so dire dove. Il mio obiettivo è arrivarci, possibilmente nella Juve”.

Qual è il sogno nel cassetto di Giuseppe Leone?

“Vincere i Mondiali con l’Italia. Ma anche un Europeo sarebbe bellissimo”.

 

(le foto con la maglia della Nazionale e della Juve sono a cura di Getty Images)