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Infermieri ’in guerra’ per un lavoro. Dal Tar via libera ai concorsi, ma i tempi sono incerti

Il Tar Molise ha respinto i ricorsi presentati dagli infermieri precari sulle modalità di selezione di 280 lavoratori decisi dalla Regione e dal commissario ad acta Paolo di Laura Frattura. Per i giudici sono infondati. Mentre i loro legali si preparano ad andare al Consiglio di Stato, l’avvocato Massimo Romano annuncia una diffida all’Azienda sanitaria regionale per acceleri le procedure di selezione bloccate proprio dai ricorsi.

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Nel tempo è diventata una sorta di ’guerra tra poveri’. Tutto per un posto di lavoro negli ospedali regionali, nei quali vorrebbero essere stabilizzati sia gli infermieri precari che quelli che attualmente sono impiegati nelle strutture sanitarie di fuori regione. Questi ultimi in Molise vorrebbero tornare perchè qui vive la loro famiglia.

Per assumere il personale infermieristico un paio di anni fa Regione Molise, il commissario ad acta Paolo di Laura Frattura e Asrem, dopo aver firmato l’intesa con le organizzazioni sindacali, decidono di avviare le procedure. Occorrono complessivamente 280 infermieri: metà da stabilizzare con un concorso, gli altri 140 con la mobilità extraregionale. Una selezione considerata ingiusta dai lavoratori con un contratto a tempo determinato e che, dopo una serie di proroghe, avrebbe potuto stabilizzato direttamente e senza passare per un concorso. A loro avviso, lo prevede il decreto Madia sulla stabilizzazione dei precari nella pubblica amministrazione per chi ha determinati requisiti.

Dunque, sentendosi danneggiati, presentano ricorso (depositato il 15 gennaio scorso) al Tribunale amministrativo regionale bloccando la procedura. In totale, sono circa 200 operatori sanitari, assistiti dai legali Domenico De Angelis, Bice Antonelli e Vincenzo Iacovino.

Il 7 giugno il Tar Molise pronuncia sui ricorsi e li respinge considerandoli «infondati». E soprattutto, con la sua sentenza, consente di sbloccare le assunzioni del cosiddetto ’personale non medico’. In Molise non se ne fanno dal 2007, ossia da quando il piano di rientro ha imposto il blocco del turn over.
Per i giudici amministrativi Regione Molise e Asrem sono legittimate a effettuare delle selezioni pure per l’assunzione dei lavoratori già impiegati con contratti a tempo determinato. Per questi ultimi, insomma, l’assunzione non può avvenire ’automaticamente’ perchè, si legge nella sentenza, «tutto resta affidato alla programmazione dell’ente o azienda che assume personale dipendente non dirigenziale». E quindi, osservano i giudici amministrativi, «non è rilevabile alcuna violazione di legge» nè – in sintesi – rientra nella riforma Madia il caso degli infermieri precari molisani perchè le procedure di assunzione sono cominciate quando in un periodo in cui la legge Madia non può essere applicata. Insomma, secondo i giudici amministrativi, per poter aspirare ad un posto di lavoro stabile anche i precari dovranno partecipare alla selezione pubblica indetta dall’Asrem.

Una interpretazione contestata dai legali dei precari. L’avvocato Domenico De Angelis, che tutela circa 40 infermieri e una decina di fisioterapisti, infatti, presenterà ricorso al Consiglio di Stato. Dal suo punto di vista, «l’Asrem avrebbe dovuto coprire i posti disponibili applicando la legge Madia, poi se c’erano delle rimanenze si ricorreva alla mobilità interregionale». In sostanza: a suo dire, bisognava dare precedenza ai precari, poi eventualmente assumere chi già lavora fuori regione.
E poi, osserva, «tutte le aziende sanitarie in Italia hanno applicato alla lettera il decreto Madia, solo in Molise si sta seguendo un iter poco legittimo, ma soprattutto poco chiaro. Il decreto Madia dice chiaramente che chi ha maturato i 36 mesi al 31 dicembre 2017, purchè abbia prestato almeno un giorno di attività dopo il 28 agosto 2015, ha diritto a rientrare nella stabilizzazione che non richiede ulteriori procedure concorsuali. Basta solo verificare se hanno i requisiti necessari».

Parla invece di «una vittoria netta» l’avvocato Massimo Romano che aveva chiesto il rigetto dei ricorsi presentati dai precari e sostenendo che la procedura utilizzata dalla Asrem era «formalmente e sostanzialmente corretta». «Il Tar ha recepito tutte le nostre considerazioni e ad oggi sono salvi i procedimenti di mobilità indetti dall’Asrem». In via Petrella arriverà la diffida presentata dallo stesso legale perchè, spiega, «chiederemo che l’azienda li completi nel più breve tempo possibile per una duplice esigenza: rispondere gli interessi legittimi dei miei assistiti a poter tornare in Molise con tutto ciò che ne consegue per la loro vita professionale e personale, e poi c’è un interesse pubblico affinchè l’organico degli infermieri sia reintegrato facendo ricorso a queste figure professionali. Dunque esprimo grande soddisfazione per la pronuncia del Tar Molise».

Ed è proprio questo il problema: i tempi in cui si svolgeranno i concorsi. Perchè la guerra giudiziaria ora si sposterà al Consiglio di Stato e sicuramente ci sarà un ulteriore ritardo. Per questo, pure il direttore sanitario dell’Asrem Antonio Lucchetti non si sbilancia ma riconosce solo che «i bandi dovranno ripartire dopo aver chiarito gli aspetti giuridici». Ad ogni modo, afferma, «noi eravamo convinti di aver operato bene e di aver seguito un percorso trasparente. Il Tribunale amministrativo lo ha confermato».

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