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Pedofilia, l’Appello conferma: 4 anni e 4 mesi all’autista di bus che violentò una 13enne

Oggi pomeriggio la corte di Appello di Campobasso ha confermato il verdetto di colpevolezza in primo grado, che risale a un anno fa, a carico di Antonio Genio, l’ex autista di autobus urbani di Larino. L’uomo, oggi 60enne, era stato scoperto in auto con una tredicenne dalla zia di lei nell’estate del 2015. La ragazzina aveva poi ammesso di aver subito violenza. Confermata anche l’interdizione perenne da da qualsiasi posto pubblico o privato frequentato da minori.

Si chiude con la conferma delle accuse di atti sessuali e pedofilia la storia giudiziaria di Antonio Genio, ex autista di autobus urbani di Larino. L’uomo oggi ha sessant’anni, ed è stato riconosciuto colpevole anche dalla Corte di Appello di Campobasso. Confermato in pieno il verdetto di primo grado, che risale al mese di aprile 2017. Il collegio ha letto il dispositivo alle 14 e 30 circa nel Palazzo di Giustizia del capoluogo di Regione. “…Colpevole dei reati a lui a ascritti e condannato alla pena di anni 4 e mesi 4 di reclusione. Interdetto in perpetuo da qualsiasi ufficio inerente la tutela, la curatela e da qualsiasi incarico nelle scuole, nonché da ogni ufficio o servizio pubblico in istituzioni pubbliche o private frequentate da minori… Interdetto per 5 anni dai Pubblici Uffici…”.

Le motivazioni si conosceranno tra 60 giorni, e a quel punto la difesa deciderà se portare il caso anche in Cassazione. Per il momento Genio rischia di finire in carcere a scontare la sua condanna. Il giudice ha rimesso le parti davanti al Tribunale Civile per la liquidazione del danno, assegnando intanto una provvisionale di 15mila euro in favore della parte civile, rappresentata dall’avvocato Michele Urbano.

Era stata la zia della vittima, nell’estate del 2015, a scoprire cosa stava accadendo. La nipote, 13 anni appena, era stata sorpresa in auto con l’uomo. Poi si scoprirà che lui le faceva “regalini” in cambio di prestazioni sessuali. Questo, almeno, ha sempre sostenuto la pubblica accusa, che aveva chiesto sei anni di carcere ridotti poi per il rito abbreviato.

La ragazzina era stata portata in ospedale. I medici avevano confermato i rapporti fisici. Lei, messa alle strette, aveva poi ammesso di essere stata violentata da quell’uomo che conosceva benissimo. Autista di autobus a Larino, all’epoca 57 anni. Lei appena 13. Scontato che le indagini, delicatissime, erano scattate immediatamente.

Due anni di confronti, accertamenti, interrogatori. Poi il processo, che aveva reputato credibile e attendibile i racconti della ragazzina, ascoltata da una psicologa.