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Abusi sessuali sugli alunni, ex bidello a processo: 7 famiglie saranno parte civile

Accolta in udienza preliminare la richiesta dell’imputato di essere giudicato con rito abbreviato. L’ex bidello della scuola media di Petacciato dovrà subire un processo per atti sessuali su minori e il Gup del Tribunale di Larino ha ammesso come parti civili sette famiglie. Presenti in aula sia il 55enne che alcuni dei genitori dei bambini che lo accusano. A settembre via al processo.

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Dovrà affrontare il processo l’ex bidello della scuola media di Petacciato accusato da numerosi alunni di abusi sessuali su minori. Il Gup del Tribunale di Larino Daniele Colucci ha accordato la richiesta della difesa per un giudizio con rito abbreviato, ammettendo oltretutto ben sette famiglie come parte civile. Si tratta di genitori di altrettanti bambini che sostengono di aver subito violenze dal 55enne D.B. nel corso di diversi mesi.

Accuse sostenute da riscontri importanti quali immagini sul telefono cellulare dell’uomo e sul pc della scuola, oltre che la cronologia delle visite su internet dallo stesso computer. Ma anche elementi di prova ulteriori, come le analisi effettuate dai Ris di Roma che vennero incaricati dalla Procura di fare dei prelievi di campioni di sostanze organiche sugli indumenti di alcuni dei ragazzi vittime di quelle attenzioni particolari.

E poi ci sono i racconti di quei ragazzi che all’epoca dei fatti avevano soltanto 11 o 12 anni. Molti di loro non vanno più a scuola a Petacciato, dove quella storia è rimasta sopita in un silenzio richiesto anche dagli inquirenti. Adesso ci sarà un processo a stabilire le reali responsabilità del 55enne che nel frattempo ha perso il lavoro e ha il divieto di rientrare a Petacciato.

Oggi, lunedì 28 maggio c’era anche lui in aula, al primo piano del Tribunale di Larino, accompagnato dall’avvocato difensore Roberto D’Aloisio. Nella stessa stanza anche alcune delle famiglie che hanno chiesto di costituirsi parte civile. Il Gup ha accolto sette richieste rigettandone una, fissando le prossime date di udienza prima di arrivare a sentenza, probabilmente entro pochi mesi, soltanto in base agli atti acquisiti in fase di indagini preliminari.

I bambini seguiti dai legali Arnaldo Tascione, Aurora Pantalone e Mariangela Di Biase (ognuno difende una o più famiglie diverse) non saranno ascoltati in aula. Il loro calvario, fatto di decine di giornate alla Procura dei minori con tanto di incidente probatorio sostenuto con l’ausilio di una neuropsichiatra infantile e alla presenza della pm e l’imputato, si può considerare terminato, almeno quello.

A settembre via al processo, che al pari dell’udienza preliminare si terrà a porte chiuse. La pubblica accusa è rappresentata da Ilaria Toncini, che farà la sua richiesta al giudice, come la faranno gli avvocati di parte civile. «Il procedimento è molto delicato, ma siamo pienamente fiduciosi» il commento di Tascione.
Parallelamente la difesa parlerà, poi la parola passerà ai giudici per la sentenza. Qualora condannato l’imputato, come previsto dal sistema giudiziario, otterrà uno sconto di pena pari a un terzo del totale, avendo richiesto il giudizio abbreviato che accorcia di molto i tempi del procedimento. Il 55enne ha peraltro già scontato circa 18 mesi di domiciliari dopo il primo arresto, avvenuto nel 2015.

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