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Registro Tumori, la legge c’è. Ma è scontro sui fondi: “Non c’è un euro”. “Falso, è passo avanti”

Il Consiglio regionale all’unanimità ha istituzionalizzato il Registro tumori superando lo scoglio rappresentato dalla mancanza di un regolamento sull’accesso ai dati sensibili dei pazienti ai fini dell’indagine epidemiologica. Il testo approvato in aula è la sintesi di tre proposte di legge a firma Ciocca, Facciolla, Micone e Lattanzio. «Il registro consentirà, attraverso un archivio informatizzato, di avviare percorsi conoscitivi, preventivi e di cura» afferma la Presidente della IV Commissione consiliare. Non sono mancate le polemiche in merito alla tempistica d’approvazione. «Meglio tardi che mai» commenta Michele Iorio, mentre sulla fattibilità economica del progetto critico Vincenzo Niro. «In questa legge non viene messo un centesimo, rimarrà solo una norma di principio». Soddisfazione viene espressa, invece, da Vincenzo Cotugno. «La Regione Molise si è dotata di un progetto ambizioso che permetterà di conoscere con esattezza il livello di patologie sul territorio».

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Ieri, martedì 3 ottobre, l’aula del Consiglio regionale ha approvato all’unanimità la legge sul Registro Tumori. Il testo definitivo è arrivato dalla sintesi delle proposte di legge presentate dai consiglieri regionali Nunzia Lattanzio, Salvatore Micone e Salvatore Ciocca, e dal vicepresidente della Regione Vittorino Facciolla. Con l’istituzione del Registro è stato approvato anche il regolamento sulla privacy in merito alla pubblicazione dei dati sensibili dei pazienti.

Il regolamento, però, dovrà fare «molto probabilmente un ulteriore passaggio in IV Commissione – dichiara la Presidente della Commissione, Nunzia Lattanzio, per un’ulteriore lettura e poi essere trasmesso al Garante nazionale della privacy per l’avallo definitivo». Solo dopo questo ulteriore step si potrà considerare realmente il Registro tumori operativo. Il testo approvato in aula, denominato “Istituzione registri di patologie di rilevante interesse sanitario e di particolare complessità”, costituisce uno strumento utile per superare lo scoglio rappresentato dalla mancanza di un regolamento sull’accesso ai dati sensibili dei pazienti ai fini dell’indagine epidemiologica. Un testo che, dunque, che fornisce una “copertura legislativa” al registro tumori già presente nella nostra regione, come si evince consultando il sito dell’Airtum (Associazione italiana dei registri tumori). Registro che risulta essere attivo grazie al prezioso lavoro di inserimento dati portato avanti dai tecnici sanitari regionali.

La seduta consiliare era iniziata con qualche mugugno polemico da parte del Presidente del Consiglio Vincenzo Cotugno, il quale ammoniva l’intera classe politica che «siamo in ritardo, questa cosa si poteva fare prima, ma almeno ora la portiamo a termine, c’è stato comunque un grande dibattito». La discussione e il dibattito sull’istituzione del registro tumori erano stati avviati nel 2011, quando la legge finanziaria demandava alla Giunta di presentare al Consiglio una proposta di legge del Registro per la messa a regime dello strumento.

L’anno successivo, con delibera di Giunta Regionale 297 dell’8 marzo 2012, venne disposta l’approvazione dei principi relativi all’istituzione ed implementazione del Registro Tumori di popolazione della Regione Molise, del Registro Unico di Mortalità e del Registro dei Mesoteliomi, con l’obiettivo di raccogliere informazioni sui malati di neoplasia residenti nel territorio, per osservare in maniera scientifica l’andamento della patologia oncologica in termini di mortalità, incidenza, prevalenza e sopravvivenza, raccogliendo quanti più indicatori necessari per orientare la politica sanitaria regionale in tema di prevenzione e cura delle neoplasie. In sostanza, dunque, in Molise un Registro tumori è già presente al quale ha lavorato un equipe di medici e specialisti capitanati dall’oncologo Francesco Carrozza. L’equipe ha fornito all’Associazione italiana registri tumori (Airtum) i dati relativi ai bienni 2010-2011 e 2012-2013 dai quali «emerge una maggiore incidenza di alcune neoplasie, che in ogni caso non deve essere allarmante – riferisce il responsabile scientifico del Registro regionale dei tumori, l’oncologo Francesco Carrozza – in quanto riconducibile alla struttura sociale del Molise dove sono presenti numerosi anziani. La registrazione dei casi di tumore in Molise è iniziata nel 2010». Il dottor Carrozza e il Direttore generale dell’Asrem, il dottor Giovanni Fabrizio, hanno seguito e condiviso i lavori della IV Commissione regionale e si auguravano, alla vigilia della seduta consiliare di ieri, che venissero <superati alcuni ostacoli di natura burocratico-amministrativa e quelli pratici e operativi relativi all’organizzazione interna».

Ieri, a distanza di cinque anni, è avvenuta «l’approvazione da parte dell’assemblea consiliare di questa importante misura legislativa – ha dichiarato la Presidente della IV Commissione, Nunzia Lattanzio – che rappresenta un segnale forte e positivo, indicativo di un’azione di governo che, a dispetto di quanti “con pensieri, parole, opere ed omissioni” cercano quotidianamente di demolirne ogni aspetto, lavora per la collettività portando a compimento iniziative che apparivano impossibili da raggiungere. Ho concorso, in questa legislatura, a predisporre un buon tessuto normativo al quale, chi seguirà, potrà fare riferimento, nutrendolo di opportune progettualità». Sulla stessa lunghezza d’onda anche il Consigliere Salvatore Micone, firmatario della legge. «Esprimo la mia più grande soddisfazione nel comunicare l’approvazione della proposta di legge relativa alla istituzione del Registro dei Tumori della Regione Molise finalizzata alla tutela della salute pubblica e alla prevenzione dei rischi derivanti da specifiche patologieattraverso una programmazione regionale degli interventi sanitari destinati alla collettività».

Nel registro tumori confluiranno i dati degli istituti sanitari sia pubblici, privati che associativi e, sottolinea sempre la Lattanzio, «non credo saranno necessari ulteriori fondi ma solo strumenti di tipo informatico per integrare i dati già in possesso della Asrem». Ma c’è chi, come Vincenzo Niro, paventa invece ostacoli proprio per una questione di fondi, in funzione del fatto che la sanità molisana è commissariata. «Si tratta comunque di una lodevole iniziativa, ma senza soldi come si fa? In questa leggenon viene messo un centesimo, è evidente che siamo in campagna elettorale, e rimarrà solo una norma di principio».

Sarcastico, invece, il commento di Michele Iorio. «Meglio tardi che mai, anche se mi ricordo che 4 anni fa Frattura affermava che in 30 giorni sarebbe stato realizzato». L’ex governatore, poi, ha suggerito alcune soluzioni ed escamotage per aggirare l’ostacolo finanziario. «Inserirlo nel Fondo sanitario regionale, in quanto è già parte di indagini epidemiologiche. Sappiamo bene che è difficile inserirlo nel fondo regionale perchè dovrebbe passare per il ’famigerato’ tavolo tecnico a Roma, ma allora possiamo obbligare la Asrem a inserire uno 0,5 nei progetti di ricerca da destinare al registro, negli screening di altro genere ogni due anni, perchè in questo modo diventerebbe una norma procedurale e non finanziaria».

Anche il Movimento 5 Stelle punta il dito sui tempi di approvazione della legge. «E’ sicuramente un passo avanti che ci ha visto coinvolti nei lavori in maniera propositiva, ma bisogna anche dire che la legge arriva tardi» e invita il Governo regionale ad attivarsi affinché la legge diventi operativa. «Il suo semplice varo da solo non può nulla se non seguirà una direttiva immediata della Giunta che la renderà efficace. Ora infatti serve una ulteriore volontà politica e tecnica per rendere efficace la legge approvata». Invito che rivolge anche la consigliera di minoranza Angiolina Fusco Perrella. «Adesso tocca al Governo regionale non perdere ulteriore tempo nella predisposizione di questo regolamento conforme alla disciplina che tutela i dati personali, per dare ai cittadini molisani uno strumento scientifico necessario per avere la dovuta consapevolezza dei possibili rischi a cui si è esposti e per dettare l’attuazione da parte dei soggetti responsabili degli interventi di prevenzione e contrasto degli stessi».

Perplesso Michele Petraroia di Sinistra Italiana. «Mentre si registra questo timido segnale positivo a livello locale, che comunque dovrà superare il nuovo assetto previsto dal Piano Operativo Sanitario 2015-2018 sull’organizzazione di Oncologia, Oncoematologia e Radioterapia, giungono pessime notizie dalla lettura del Documento economico e finanziario nazionale che prevede di diminuire ulteriormente gli investimenti nella spesa sanitaria».
Massimiliano Scarabeo, Capogruppo in consiglio regionale per il Partito Democratico, sottolinea come «l’importanza dell’attivazione del Registro dei Tumori o di quello delle patologie di rilevante interesse sanitario e di particolare complessità, da parte della Regione Molise deve rappresentare, l’elemento cardine della prevenzione su cui basare le azioni relative alla salvaguardia della salute pubblica. Prima entreranno veramente in funzione, prima conosceremo, se mai ce ne fosse ancora bisogno, in maniera più capillare, lo stato in cui versa l’ambiente, il terreno e l’acqua di questa regione. Soprattutto, e permettetemelo, per l’Area della Piana di Venafro che più di ogni altro territorio sta vivendo un momento terribile dovuto ai pericoli derivanti dall’inquinamento».

Soddisfazione, infine, viene espressa dal Presidente del Consiglio Vincenzo Cotugno, il quale loda sia il lavoro fatto in sede di Commissione Consigliare che il dibattito in aula. «Con l’odierna conclusione dell’iter legislativo, la Regione Molise si dota di un progetto ambizioso che permetterà, finalmente, di conoscere con esattezza il livello di patologie sul territorio per poter agire con maggiore determinazione. Una volta acquisite le informazioni sarà, infatti, più semplice intervenire in maniera sistemica ove maggiormente si riscontri l’insorgere delle malattie».

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