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Che spasso fare un libro in due: il padre scrive e il figlio illustra il viaggio in una Termoli magica foto

"Che spasso nella città invisibile" è firmato da Antonio e Jacopo Andriani, 55 e 15 anni, il primo già autore di prosa e poesia e il secondo una promessa del fumetto che adora Jacovitti. Il romanzo sta per essere pubblicato da Armando Editore, casa editrice di spessore che ha voluto promuovere un lavoro particolare, a giorni nelle librerie italiane. La storia, tra citazioni, giochi, suggestioni e stravaganze, di Ermenegildoa che sbarca in una Termoli parlante che lo guida attraverso i luoghi cari all’autore. Quasi ottanta illustrazioni arricchiscono il libro, circa 200 pagine, disponibile anche in e-book.

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Antonio Andriani lo trovi, praticamente sempre, in libreria. La sua libreria, aperta per andare incontro alla duplice esigenza di dover sbarcare il lunario e contestualmente non separarsi mai, per quanto possibile, dalla sua passione.
Circondato da libri, nella Dolce Stil Novo di via Pagano, porta avanti anche la sua instancabile attività di scrittore e poeta, in piccola parte ospitata da anni su questo giornale. Già autore di raccolte di sonetti, haiku e romanzi, come “La Corriera di zio Amos”, che gli ha valso riconoscimenti nazionali e che a breve sarà riproposta in una nuova edizione e con un nuovo editore, Antonio Andriani è un volto – e un personaggio – noto a Termoli, città nella quale vive da decenni malgrado sia di origini campobassane e abbia trascorso l’infanzia tra il capoluogo e Civitacampomarano, a due passi dalla casa di Vincenzo Cuoco. Era destino, evidentemente, che finisse per vivere tra le parole stampate.

Meno noto (ma ancora per poco) è il volto del figlio quindicenne Jacopo, che ha ereditato l’abilità manuale per il disegno da mamma Nicoletta, architetto. Jacopo Andriani, primogenito della coppia, è un illustratore. Nonché una promessa del fumetto d’autore. È stato lui a illustrare il primo romanzo che padre e figlio, insieme, consegnano alle stampe, e che tra poche settimane sarà in tutte le librerie italiane, nonché su internet come ebook, sotto l’egida di una casa editrice prestigiosa e di respiro nazionale, Armando Editore.

«Disegnare? E’ esattamente quello che mi piace fare e il lavoro che vorrei fare nella vita» dice questo ragazzino più alto del papà che, oltre alla mano giusta, ha anche la faccia giusta per una sfida del genere. Studente del liceo artistico Jacovitti, si ispira proprio a Jacovitti, il maestro che non ha mai conosciuto di persona ma che strizza l’occhio in tutte le sue strepitose tavole a colori, «che faccio in genere a matita e pastelli anche se per questo progetto ho fatto un’eccezione lavorando al pc…». Esigenze di stampa, verrebbe da dire. E lui, pur se ancora minorenne, è già un professionista del campo.

“Che spasso nella città invisibile”, 200 pagine, 13 capitoli che però, attenzione, qua si chiamano giochi, quasi ottanta illustrazioni, è un prodotto editoriale innovativo che si diverte a spiazzare e sorprendere il lettore tra poesia, prosa e disegni. Non è un caso e Armando Editore ha scelto di sostenere con entusiasmo il progetto, a breve presentato in una serie di eventi anche fuori dai confini regionali, per i quali padre e figlio («compatibilmente con la scuola…») si stanno preparando.

«E’ un viaggio in una Termoli un po’ magica dove anche le pietre parlano» anticipa Antonio Andriani, grande appassionato di bellezza e arte, che ha fatto della sorpresa l’elemento caratterizzante di questa opera, ambientata fra luoghi cari all’autore, come il convento delle suore, l’Arcivescovado, la piccola chiesa di Sant’Anna e il Duomo. Ermenegildo, il turista che sbarca a Termoli e il cui nome è già una cifra di riconoscimento di una scrittura spiazzante che si muove al di sopra delle classificazioni, ricca di citazioni che spaziano da Marquez a Dante fino a Bassani, si ritrova a muoversi in una incredibile avventura tra i bastioni, il Parco, la stazione, il Castello. «Ma non è Termoli come la conosciamo oggi – spiega ancora l’autore che dopo due anni di gestazione ha scritto di getto il testo, per il quale sono occorsi pochi mesi – È una Termoli del passato nella quale ci si ritrova per un artificio. E dove la toponomastica assume un ruolo fondamentale».

Una letteratura, quella di Antonio Andriani, che evoca Il Giardino dei Finzi Continui, richiama al realismo magico in un abbinamento suggestivo tra la realtà e la magia. «Ed è anche – dice lui, ringraziando per la bella prefazione il professor Rossano Pazzagli – un tributo a Termoli, che è la città dove vivo da 30 anni. Voglio bene a questo luogo, e questo luogo nel nostro libro parla». Così si viaggia a ritroso come su una macchina del tempo, arrivando a uno spazio di fine 800 che «io non ho mai visto. Ma – ricorda Andriani – Giulio Verne diceva che per raccontare bene un posto non bisogna andarci…».

Ed ecco che nel libro “Che spasso nella città invisibile”, da sopra i bastioni si vedono montagne alte e grandi, nel cielo volano palline da tennis che diventano quasi dei droni, per raccontare anche dall’alto un viaggio che piacerà sia a chi Termoli la conosce a menadito sia a chi non l’ha mai nemmeno vista.

I colori, la concretezza della immaginazione, sono affidati a Jacopo che ha già in curriculum la frequentazione di una importante scuola di fumetto, la Comix di Pescara, e che in questo primo lavoro consegnato alle stampe ha messo il suo estro e la sua anima. Un gioco che si legge con la facilità, sorride l’autore, «di una flebo piena di soluzione fisiologica, La allacci al braccio e le parole scendono giù: tu non devi fare nulla». Un libro, insomma, che si legge da solo. Provare per credere, cominciando con l’incipit del romanzo, in esclusiva per i lettori di Primomunero.it

È ancora buio quando la motonave San Domino, proveniente dalle Tremiti, fa manovra per entrare nel porto. È la notte tra il 17 ed il 18 giugno. L’aria, immobile e tiepida, profuma di salsedine ma anche di nafta bituminosa che galleggia sull’acqua del mare dove si rispecchiano, vanitose, le luci della città. Lo ammetto, è un gran privilegio nel 2014, in quest’epoca di profonda crisi, essere un turista a caccia di non so cosa, viaggiatore durante una notte d’estate.
Grazie al tablet faccio a meno delle ingombranti carte geografiche, delle spiegazzate mappe stradali a fisarmonica. Per raggiungere l’anima di una città che non conosco, per assaggiare i luoghi più suggestivi prima di gustarli dal vivo mi basta un gesto: attivare Google Maps. Occhio e croce, tra meno di quarantacinque minuti il sole si alzerà verso l’orizzonte, alle mie spalle, in direzione dell’ Adriatico. Come accade a teatro, si leverà il sipario fatto di tenebre e i primi raggi del sole illumineranno Termoli.
Bastasse ciò, non sarei qui a raccontarvela!

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