Centri impiego, precari chiedono reintegro. Esposto contro dirigente
Non scorrono i titoli di coda sulla proroga dei contratti dei 25 dipendenti dei Centri per l’Impiego. Nonostante il giudice del Tribunale di Campobasso abbia disposto l’archiviazione del procedimento relativo, sancendo la legittimità degli atti della giunta di via Roma, i precari non mollano la presa. Chiedono di tornare di essere reintegrati dal momento che quel posto di lavoro è un loro diritto.
I loro avvocati Vincenzo Iacovino, Andrea Ruggiero e Vincenzo Fiorini, tracciano la strada per la salvaguardia di quei posti di lavoro nella conferenza stampa che si è svolta oggi, 4 luglio. A loro avviso, i lavoratori dovrebbero essere tutti stabilizzati in virtù di quanto previsto dalla riforma Madia.
«Avete subito una manifesta ingiustizia – ha spiegato l’avvocato Iacovino – e dunque ci rivolgeremo alla magistratura del lavoro per far valere un diritto dei lavoratori». Del resto, due delibere dell’ex giunta provinciale hanno stabilito la proroga dei contratti. Nel momento in cui il Tribunale ha sancito che le proroghe erano legittime, «è legittimo il prosieguo del lavoro dei 25 precari».
Non è l’unica mossa del pool legale: «Agiremo per il risarcimento dei danni perché, secondo la normativa Madia, è prevista la stabilizzazione di chi ha una certa anzianità lavorativa. Se qualcuno dei 25 lavoratori non l’ha maturata perché il suo impiego è stato stoppato, ha subito un danno. E se si prefigura un danno erariale, pagherà il dirigente».
I legali, dunque, presenteranno un esposto «contro chi ha interrotto un vostro percorso lavorativo su argomenti ritenuti non fondati dal giudice. Quindi, anche la proroga dei contratti era legittima». Probabilmente il riferimento è al dirigente Pellegrino Amore, colui che chiamò la Digos per far ‘sgomberare’ il Centro per l’impiego illegittimamente occupato dai precari.
Gli avvocati hanno chiamato in causa la Regione Molise e la Provincia di Campobasso: a questi due enti il compito di trovare una soluzione «per risolvere i problemi di tutti i lavoratori affinchè si concretizzi l’opportunità che una norma oggi dà attraverso la stabilità riservata ai precari che hanno maturato una certa anzianità lavorativa». La partita quindi sarà estesa anche ai tavoli istituzionali.

