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Vitagliano: Non devo restituire nulla, ho chiesto i danni alla Regione

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    L’ex assessore regionale Gianfranco Vitagliano smentisce che la Regione Molise abbia diritto alla cifra di 24mila e rotti per spese sostenute dallo stesso per missioni istituzionali, e fa sapere attraverso l’avvocato Vincenzo Iacovino di aver citato in giudizio la Regione stessa per annullare l’ingiunzione e di aver chiesto un risarcimento di danni subiti 100mila euro.
    «In relazione a quanto riferito da Primonumero.it nell’articolo “Cene e viaggi, la Regione batte cassa: l’assessore Vitagliano deve restituire 24mila euro”, Vitagliano smentisce «che il sottoscritto avrebbe sostenuto spese con “una certa disinvoltura” nell’ambito di missioni compiute da assessore regionale utilizzando una carta di credito – come tutti i componenti degli organi regionali e tutti i dirigenti in servizio – usata al contrario per spese legittime e tracciabili. Il tutto è avvenuto – continua l’esponente politico – con adeguata e periodica rendicontazione agli uffici preposti da parte della competente segreteria particolare, senza ricevere alcuna appunto dai responsabili del controllo della spesa medesima».

    Vitagliano fa sapere, attraverso una lunga richiesta di rettifica, che per tutti gli anni in questione gli uffici hanno provveduto a rifornire mensilmente la carta di credito in dotazione con la disponibilità prevista dalla stessa Regione. «Nessuna spesa allegra della carta: il fatto è che dopo oltre 5 anni, quando non sono più assessore, non c’è più la segreteria, non ho più documenti, mi viene chiesto illegittimamente, da parte del Servizio Bilancio e Finanze della Regione, di integrare la rendicontazione di alcune spese di missione effettuate fra il 2008 e il 2012. Nonostante nelle mie attuali condizioni non avessi alcun obbligo, ho voluto collaborare con gli uffici nei quali evidentemente la documentazione reclamata potrebbe essere stata smarrita, fornendo elementi utili e sufficienti per la riconciliazione tra le missioni, le spese e le motivazioni».

    Tuttavia – si legge ancora nel documento il contributo dell’ex assessore è stato giudicato – in assenza di confronto – solo parziale. «E l’ufficio, pur riconoscendo a valle di opportuna verifica la natura istituzionale delle missioni, non avendo fatture o ricevute per 24437, 47 euro, ha formulato nei miei confronti ingiunzione per pari importo. La richiesta di restituzione di somme in ragione della correttezza della spesa e della sua adeguata rendicontazione all’epoca, motivi già spiegati dinanzi all’autorità giudiziaria competente, non solo – aggiunge Vitagliano è inammissibile è improponibile ma è anche illegittima è infondata».
    E ancora: le indagini della Procura della Repubblica di Campobasso affidati alla Guardia di Finanza hanno interessato marginalmente la vicenda e si sono concluse il tempo fa con l’archiviazione. Ora – commenta l’ex assessore al Bilancio «osservo che la tardività dell’azione da parte della Regione 5 anni dopo la fine della legislatura la durata del l’interlocuzione con gli uffici, la diffusione di documenti attinenti ad un contenzioso tra lente e un privato cittadino, a valle e in coincidenza con il mio ritorno sulla scena politica e con giudizi assai critici sull’operato dell’attuale governo regionale, portano a ipotizzare anche un qualche interesse a dare risalto a una questione burocratica nei suoi aspetti politici e demagogici – le spese dei politici – con danneggiamento dell’immagine politica e perfino dell’agibilità delle opportunità politiche e elettive da parte mia».

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