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Rapine col walkie-talkie a poste e banche, 5 condanne a 6 e 5 anni

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Sono stati condannati a pene comprese tra i 5 e i 6 anni, oltre alla interdizione perpetua dai pubblici uffici. I rapinatori arrestati dai carabinieri di Campobasso nel dicembre 2015, nell’ambito di una operazione denominata “La Sfida”, hanno scelto il rito abbreviato e oggi, 29 giugno, è arrivata la decisione del giudice.

Gennaro Giannoccoli, di 58 anni (nella foto con Iannuzzo), considerato il braccio operativo della organizzazione criminale specializzata in rapine che ha agito nel capoluogo di regione e in altre regioni d’Italia, è stato condannato a 6 anni di carcere, come altri due componenti della banda criminale. 5 anni invece per Roberto Iannuzzo che oggi ha 30 anni, anche lui considerato elemento di spicco della organizzazione. Insieme con lui alla stessa pena è stata condannata una donna molisana legata da una relazione sentimentale a un membro della gang. Il processo con rito abbreviato si è svolto per associazione a delinquere.

Gli arresti, avvenuti tra Larino, Campobasso e Napoli, erano stati coordinati dal procuratore capo della Repubblica di Campobasso Armando D’Alterio.
9 gli episodi registrati fra il 14 aprile del 2014 e il 6 marzo del 2015:associazione a delinquere a scopo rapina con pistole e coltelli, tentata rapina in concorso a istituti di credito nella provincia di Campobasso e in altre regioni italiane. Gli indagati inizialmente erano 7: 5 uomini e 2 donne, tutti di origini molisane o campane.

Una attività di indagine articolata e complessa, che aveva impegnato oltre 30 militari del Nucleo investigativo e del Nucleo Operativo della Compagnia di Campobasso, i quali si erano avvalsi anche delle intercettazioni ambientali e telefoniche oltre alle osservazioni ai pedinamenti e a numerose perquisizioni.

I banditi utilizzavano i walkie talkie per non essere intercettati e quando studiavano il colpo parlavano attraverso questo tipo di strumento in codice, fingendosi operai edili o pittori.
Dopo la rapina restavano anche diversi giorni nelle abitazioni dei basisti, tre campobassani. Tra i vari episodi contestati, la rapina al furgone portavalori dell’istituto di vigilanza L’Aquila che è avvenuta nella banca BNL Paribas di via XXIV Maggio a Campobasso il 27 ottobre 2014. Un colpo di cui si è molto parlato in città perché, durante l’operazione, una passante era rimasta ferita nello scontro a fuoco tra una guardia giurata ai due rapinatori, Iannuzzo e Giannoccoli, considerati il braccio armato di una organizzazione gerarchica in cui ognuno aveva un ruolo è un compito ben preciso.
In quel frangente furono trafugati ben 150mila euro, anche se complessivamente i rapinatori, nel corso dei diversi colpi messi a segno, si sarebbero impossessati di oltre 210mila euro.

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