Inquinano e hanno più di 15 anni: troppo vecchi i pullman di città. Dal 2017 saranno “illegali”
L’anno prossimo verrà sospeso il rimborso per gli autobus di categoria euro 1 e 2: a Campobasso con queste sigle ne circolano ancora parecchi soprattutto sulla linea Terminal mentre sono relativamente giovani gli autobus delle contrade. Ma tutti viaggiano a gasolio mentre uno solo è a metano e la pedana per la salita dei disabili va attivata manualmente dagli autisti. Il parco macchine della Seac andrebbe rinnovato “ma i fondi scarseggiano da anni e i prezzi applicati per il biglietto e gli abbonamenti è rimasto fermo al dopoguerra” dice il direttore della società che da 40 anni gestisce il servizio pubblico a Campobasso.
Inquinano, perché viaggiano tutti a gasolio, non sono automatizzati per la salita dei disabili e alcuni di essi sono stati immatricolati addirittura 16 anni fa rientrando nella categoria Euro1, la più pericolosa che ci sia per le emissioni in atmosfera: stiamo parlando degli autobus Seac, i pullman gialli che circolano in città.
Un parco macchine, quello dell’azienda di contrada Colle delle Api, che andrebbe parzialmente rinnovato «e che ci ha dato tante volte filo da torcere con i passeggeri spazientiti per i disagi causati dai guasti inevitabili nonostante la manutenzione» come riferiscono gli autisti dell’azienda che da 40 anni gestisce il servizio di trasporto pubblico urbano e suburbano.
La situazione campobassana, comunque, non è delle peggiori: in Italia mediamente il 46 per cento dei mezzi in circolazione ha più di 18 anni generando polveri sottili e scaricando in aria monossido di azoto responsabile di asme e problemi respiratori. «La vetustà dei nostri mezzi, rispetto alle altre città, è pertanto accettabile», come ha sottolineato il dottor Sepede della Seac.
Vediamo perché: «I bus in circolazione nel capoluogo sono 23, altri 4 sono quelli sostitutivi sempre in deposito, e coprono una ventina di linee. I più malmessi sono quelli più grandi della linea Terminal che trasportano studenti dal centro alla stazione di via Pietralcina. Acquistati nel 2000 sono i pullman più vecchi che abbiamo» ci dice ancora Sepede.
Tutti gli altri hanno un’età media variabile. Si va da quelli sui 10 anni a quelli, “nuovissimi”, modello euro 5, acquistati dall’azienda quattro anni fa. Si tratta degli autobus più piccoli che coprono le contrade «e di cui avremmo più bisogno se la Regione si decidesse a investire nel servizio pubblico» così sostiene il direttore della Seac, Potena.
«Servirebbero fondi, forse a fine anno arriverà qualcosa ma non basta mai visto che un bus di dieci metri costa 200 mila euro. E poi pensi che abbiamo un solo mezzo che circola a metano mentre tutti gli altri vanno a gasolio».
Delle vere e proprie bombe ecologiche questi mezzi per i quali c’è il rischio, molto concreto, che dall’anno prossimo vengano sospesi i rimborsi «almeno per quelli euro 1 ed euro 2» come avverte preoccupato Potena. Pullman fuorilegge, insomma, questi vecchi autobus di città, utilizzati per lo più dagli anziani.
«Vendiamo 500 mila biglietti l’anno, rilasciamo 2500 abbonamenti al mese, in dodici mesi trasportiamo poco meno di 2 milioni di passeggeri garantendo una percorrenza massima di 1.080.000 chilometri. Il costo del biglietto è di 60 centesimi, l’abbonamento per una linea sta 13 euro e per tutte le linee 25 euro: i nostri prezzi – dice ironizzando Potena – sono fermi al dopoguerra e l’azienda non può che patire di questa situazione nel momento in cui il personale va pagato e i mezzi tenuti sempre sotto controllo. Per questo, insisto, servirebbero investimenti ma da anni questa politica non si fa più».


