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Il Molise set del primo film girato in GoPro. “Ho visto la vostra regione e mi sono innamorato” foto

La Chiesa e la piazza di Acquaviva, la spiaggia di Termoli, comparse locali e la giovane candidata a Miss Italia Jessica Sabella nel ruolo della sposa. "Un Ferragosto all’italiana", con la regia di Christian Canderan, è una esilarante commedia che comincia in Friuli e arriva ad Acquaviva Collecroce, provincia di Campobasso. La troupe sta per arrivare in Molise, terra che ha stregato l’autore inizialmente intenzionato a girare il finale in Puglia ma che dopo aver visto il Molise ha cambiato idea. “E’ una terra che ha ancora molto da dare all’Italia, sia dal punto di vista paesaggistico che socio-culturale”. Il film, ispirato dal celebre capolavoro di Dino Risi del 1962 “Il Sorpasso”, è il primo al mondo girato interamente in GoPro 2K Cinemascope.

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    Il finale, che poi occupa un buon 30 per cento dell’intero film, doveva essere girato in Puglia. Ma quando Christian Canderan, regista e autore, ha visto il Molise, ha cambiato idea. «E’ rimasto qua un paio di giorni, l’ho portato in giro, ha detto che era lo scenario perfetto ed è tornato in Friuli per cambiare la sceneggiatura». Il sindaco di Acquaviva Collecroce, Francesco Trolio, esulta. Il Comune da lui amministrato, 670 abitanti in Provincia di Campobasso, sarà il set – insieme con la spiaggia nord di Termoli – della pellicola “Un Ferragosto all’italiana”, che uscirà nella sale a Natale, le cui riprese sono iniziate a fine luglio e andranno avanti fino all’autunno.
    La troupe – regista, sceneggiatore, attori, tecnici eccetera – sarà in Molise l’ultima settimana di agosto. «Arriveranno giovedì e si tratterranno i giorni necessari a ultimare le riprese» anticipa il sindaco, secondo il quale questa pellicola che rilancia il Made in Italy, perché è un viaggio attraverso sei regioni italiane (dal Friuli al Molise passando per il Veneto, l’Emilia Romagna, le Marche, l’Abruzzo) serve da volano per la promozione del territorio e dei prodotti locali, con uno sguardo importante alla enogastronomia.

    «Ho scelto di ambientare gran parte di questo film in Molise dopo una visita di un paio di giorni in vari scorci spettacolari di questa affascinante regione» commenta il regista, il friulano Christian Canderan, stregato dal territorio che ha visitato con il sindaco Trolio, «scoprendo molto di più di quello che mai mi sarei aspettato. Come il Friuli, piccola terra di confine, il Molise ha ancora molto da dare all’Italia, sia dal punto di vista paesaggistico che socio-culturale.
    L’affetto e la collaborazione dimostratami in un paio di giorni di visita, spero di riuscire a ricambiarla nel migliore dei modi».

    Dopo Sole a Catinelle di Checco Zalone, ecco un altro film che rilancia il Molise, candidandosi a diventare la migliore forma di pubblicità possibile per la regione “che non esiste”, e che pure sembra diventare sempre più apprezzata a livello nazionale e internazionale.
    Un Ferragosto all’italiana è una commedia “on the road”, ispirata dal celebre capolavoro di Dino Risi del 1962 “Il Sorpasso”, uno degli affreschi cinematografici più rappresentativi e pittoreschi dell’Italia del benessere e del miracolo economico degli anni sessanta.

    La trama racconta di un avvocato sessantacinquenne padre di due figlie e di un bel ragazzo venticinquenne single e ricco, che si incontrano per caso nell’inferno di un weekend da bollino rosso, con l’Italia bloccata da scioperi di treni, voli e mezzi pubblici. L’avvocato deve raggiungere la moglie in Molise per il matrimonio di un nipote e lo farà dopo varie peripezie insieme con il nuovo e giovane amico, in un insieme di situazioni oniriche e divertenti e attraverso paesaggi spettacolari della costiera adriatica, che sfociano nella suggestione della spiaggia al confine tra Termoli e Petacciato.

    Acquaviva è presente in numerose scene, come quella del matrimonio perché la chiesa, racconta il sindaco, è «quella del nostro Comune, e la sposa è una ragazza di qua». Jessica Sabella, per la precisione, ex concorrente di Miss Italia. Anche lo sposo è un molisano, un giovane di Termoli. Mentre il camionista molisano che va a salvare i due all’uscita della Trignina e li accompagna in una locanda nelle vicinanze (un posto che non esiste, ma che potrebbe esistere, compresa la bella e prosperosa locandaia che ovviamente si innamora del bel ragazzo friulano) è un attore di San Salvo.
    «Ci sarà anche il nostro gruppo folk – conclude Trolio – che suonerà al matrimonio. E diverse comparse locali». Il finale? Nessuna anticipazione, come è giusto che sia.

    Quello che invece si può dire della pellicola, e che ne costituisce un aspetto particolarmente innovativo, è che è il primo film di fiction al mondo girato interamente in GoPro 2K Cinemascope. «Una tecnica – spiega il regista – che valorizza una particolare e ricercata fotografia sia nelle numerose scene in auto, dai cameracar alle riprese in drone, che in tutte le scene dei dialoghi, ma soprattutto dei bellissimi paesaggi che verranno attraversati lungo il percorso».

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