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Alberto, lo sposo ventunenne del film che si gira in Molise. “Mi hanno scelto per la mia faccia”

Il termolese Alberto Mastrangelo, figlio del noto ristoratore di Z’Bass, sarà una delle principali comparse del film di Christian Canderan "Un ferragosto all’italiana" le cui riprese si stanno girando proprio in queste ore tra Acquaviva e la spiaggia di Termoli. Impeccabile nel suo look con camicia azzurra e jeans, Alberto racconta il primo impatto con la troupe e come è arrivato a vestire i panni dello sposo: «Non ho fatto nessun casting e nessun provino, il regista mi ha visto e mi ha detto "Hai il volto giusto, vieni a recitare nel mio film"».

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Quando è entrato nello storico ristorante di famiglia per parlare con i genitori non avrebbe potuto pensare che un incontro gli avrebbe cambiato l’estate e avrebbe stravolto – almeno un po’ – i suoi piani di fine agosto, quelli che prevedevano lo studio di diritto internazionale per l’esame di settembre. Perché a tavola c’era il regista Christian Canderan, arrivato a Termoli a giugno per il sopralluogo sui territori che di lì a poco avrebbe scelto per la sua commedia “Un ferragosto all’italiana”. Di punto in bianco, nel giro di qualche minuto Alberto Mastrangelo si è ritrovato a passare da giovane studente universitario della Luiss di Roma a protagonista, seppure nel ruolo di comparsa, del film. Per la precisione un giovane sposo pronto a dire si sull’altare. «Il regista mi ha visto mentre entravo – racconta il 21enne termolese – e mi ha detto “Tu devi essere lo sposo del mio film“, è rimasto colpito e attanagliato dal mio volto, e mi ha preso».

Un provino sui generis, diverso dal solito con copione e battute da imparare di fronte alla commissione. Nessuna attesa, nessuna “guerra” con il rivale per il posto. Solo uno sguardo e un viso evidentemente cinematografico al punto giusto che gli ha permesso di ottenere la parte del nipote di un uomo ricco che sposa una giovane del posto, Jessica Sabella, venticinquenne molisana che si ritrova a vestire l’abito bianco per finta.

Proprio lui, figlio dello storico ristoratore Massimo Mastrangelo, proprietario di Z’Bass e di Villa Livia, dove i matrimoni sono di casa come anche il più famoso wedding planner d’Italia, Enzo Miccio. «Dico si, ma solo per il film – racconta di ritorno da Acquaviva dove ha fatto le prove per l’abito e ha incontrato il regista e la troupe a lavoro per girare il film – perchè io non mi sposo». Presto per dirlo, vista la giovane età e l’impegno con l’Università che lo tiene a Roma gran parte dell’anno.

Tennista per passione tornato sui campi di terra rossa da qualche tempo e attore per caso, «Avevo interpretato il protagonista nella rappresentazione teatrale dell’ultimo anno di scuola. Anche lì non per mia volontà, i miei compagni di scuola mi avevano chiesto di partecipare e ho accettato».
«Sarà una bella esperienza e di sicuro mi divertirò – racconta con il sorriso sulle labbra immaginando le scene che andrà a girare lunedì mattina ad Acquaviva, quando vestirà il completo grigio e aspetterà la sua sposa all’altare – Anche i miei amici mi hanno incoraggiato, qualcuno mi ha detto che avrebbe voluto essere al posto mio».

Impeccabile anche nell’outfit di tutti i giorni con camicia azzurra e jeans e un leggero accento romano che tradisce i lunghi mesi nella Capitale, «ma non si nota tanto», sostiene lui, quasi a volerlo nascondere. Alberto ha le idee chiare. Per ora girerà il film – il primo al mondo a essere girato in GoPro Cinemascope – che a Natale sarà al cinema, e poi si butterà a capofitto sullo studio. Vuole continuare a studiare e iniziare a lavorare nell’ambiente politico «che non si vede, quello del dietro le quinte» per intraprendere gli studi in Scienze del Governo che lo porteranno nel mondo del lavoro in giro per l’Italia. Ma nella vita tutto è possibile, anche diventare un attore senza nemmeno l’ombra di un provino.

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