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Il Centro Ambientale sulla spiaggia diventa “casa” di appuntamenti e scambi sessuali foto

Finanziata coi fondi dell’ex articolo 15 per la ripresa produttiva del Molise, la struttura di legno nata per valorizzare fauna e flora mediterranee è diventata la meta di uomini che arrivano anche da fuori regione per appuntamenti erotici e prestazioni sessuali. Non è questione di morale: ognuno ha i suoi gusti, ma il problema è che la casetta di legno sulla passerella, abbandonata anche dalle dall’Amministrazione che non fa manutenzione, è un posto pubblico al servizio di naturalisti e appassionati di ambiente. Invece è stato deturpato da scritte oscene, messaggi spinti, sporcizia e giovani appostati all’esterno a fare i "pali".

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Un uomo di mezza età, poi un altro, quindi un giovane. Non lontano un paio di ragazzi, presumibilmente migranti ospiti del vicino centro di accoglienza. Passeggiano tranquillamente immersi nella natura, su una passerella di legno che dalla spiaggia porta alla pista ciclabile di Petacciato marina. Si guardano attorno, sembrano conoscere il posto. Ma hanno tutti la stessa destinazione: una casetta di legno aperta, nata come centro di avvistamento flora e fauna della macchia mediterranea e diventata negli ultimi mesi luogo di appuntamenti. Soprattutto per uomini, ma a quanto si vocifera non solo.

L’interno della struttura, fra scritte volgari e disegnini osceni, chiazze rivoltanti e fazzoletti sporchi sparsi in giro, sembra la conferma ai si dice che oltrepassano i confini del paese e arrivano a tutta la costa adriatica e anche oltre. Già, perché la maggior parte delle persone che arrivano da queste parti, parcheggiano l’auto e a piedi raggiungono la casetta sulla passerella, non è “indigena”. Arriva da fuori regione e anche da Campobasso e territori limitrofi.

Succede tutti i giorni, specie di pomeriggio e di sera, stando a chi frequenta e conosce quel tratto di mare di Petacciato marina, sul lato che guarda a Montenero di Bisaccia. Qualche anno fa, alla foce del torrente Tecchio, la Regione fece realizzare queste strutture coi fondi dell’ex articolo 15, contributi per la ripresa economica post sisma. Si tratta di due strutture: la casetta di avvistamento fauna e flora e un casolare di legno a due piani, a ridosso del lungomare di Petacciato, nato come Centro di educazione ambientale in cui organizzare di tanto in tanto eventi legati alla natura, nonché iniziative culturali o istituzionali come la consegna delle bandiere blu agli esercenti.

Risalendo la foce del Tecchio, a poca distanza ma seminascosta dalla rigogliosa vegetazione che nessuno si prende la briga di sfoltire, è stata montata una pedana di legno per raggiungere la seconda struttura, il centro di avvistamento flora e fauna, per l’appunto. Quattro mura con un ingresso libero e vari spazi aperti dove osservare la natura. Difficile dire se sia servito davvero per quanto pensato originariamente, ma per anni è stato un luogo tranquillo, spesso di passaggio per chi a piedi raggiunge la pista ciclabile che si trova a poche centinaia di metri e costeggia la strada statale, incuneandosi all’interno della pineta in direzione Abruzzo.

Un progetto apprezzabile negli intenti che però è stato lasciato totalmente senza manutenzione. Il risultato è che l’erba è cresciuta al punto da rendere difficile il passaggio, le pedane sono quasi completamente ricoperte di vegetazione e in qualche tratto le assi spaccate mettono a rischio l’incolumità di chi passa.

Di recente qualcosa sembra essere cambiato, ma non in meglio. Basta fare un sopralluogo sul posto per rendersi conto di che traffico, decisamente fuori dal normale, si crei in quell’area, anche in pieno giorno. Decine di persone arrivano in auto, chi prima chi dopo, parcheggiano alla fine del tratto asfaltato che termina di fronte al Cea, e poi a piedi si incamminando sulla passeggiata in legno. Sono quasi sempre uomini.

Una donna, capitata lì in un pomeriggio di sole per far fare una passeggiata ai suoi cani, ha avuto modo di percepire cosa accade lì e di rendersi conto di come quelle voci insistenti dalle nostre parti e che lei credeva fossero uno scherzo, siano in realtà veritiere. «Ho incontrato diversi uomini, quasi tutti si aggiravano lì con fare circospetto, ma sembrava sapessero dove andare. Quando sono passata davanti quella casetta di legno ho visto dentro un ragazzo che sembrava aspettare qualcuno o qualcosa. Pochi secondi dopo si sono avvicinati due uomini in là con gli anni. Uno ha risposto al mio saluto, ma pareva non gradire la mia presenza».

La casetta la bazzicano anche i giovani. «Ragazzi di colore, sembravano pachistani o indiani. Due stavano insieme e guardavano chi arrivava dal Centro di educazione ambientale. L’altro l’ho incrociato che camminava sulle pedane e poi si è fermato sul ponticello sopra il torrente, come se stesse facendo da palo».

L’interno della “palafitta” ha confermato i suoi sospetti. L’opera, attualmente gestita dal Comune di Petacciato, è stata deturpata da annunci sessuali, offerte e richieste di prestazioni. Numeri di telefono appuntati fra disegni volgari e scarabocchi col bollino rosso. I tanti fazzoletti gettati sotto il ponticello che conduce all’ex centro di avvistamento danno un’ulteriore conferma di come quello sia diventato posto per scambisti e incontri erotici. Una prassi che, senza voler minimamente sindacare sui gusti sessuali di ognuno, non è accettabile in un posto che è a tutti gli effetti una struttura pubblica, a disposizione di ognuno e in un’area facilmente raggiungibile anche dai bambini.

Molto probabile che questo andazzo sia conseguenza indiretta della decisione del Comune di chiudere un ingresso alla pineta e alla spiaggia al confine fra Petacciato e Montenero. Una scelta giustificata con ragioni di sicurezza per il pericolo incendi al transitare delle auto, con tanto di avallo della Regione Molise. Ma è chiaro che l’Amministrazione petacciatese avesse tentato di mettere un freno a quegli incontri, nemmeno tanto segreti, che si svolgevano poco più in là. Stesso andazzo che pare avvenga adesso anche alla spiaggia Ventotto, qualche chilometro oltre il semaforo sulla statale, andando verso Termoli. Il Comune, informato di quanto sta avvenendo, potrebbe chiedere l’intervento delle forze dell’ordine.

Proprio in un recente passato, il sindaco Gabriele La Palombara aveva ipotizzato incontri sessuali a pagamento parlando di prostituzione in una lettera inviata alla Questura, invitando le forze dell’ordine a maggiori controlli anche nei confronti degli ospiti dei centri di accoglienza. D’altronde è risaputo che quel tratto di litorale molisano sia “noto” agli ambienti omosessuali come punto di incontri e appuntamenti e di sicuro le forze di polizia ne sono a conoscenza.

Fatto sta che, chiuso quell’accesso pubblico alle auto, lo strano movimento e i continui arrivi in quella zona di spiaggia si sono spostati di pochi chilometri più a sud, andando a deturpare un’opera pubblica nata per la salvaguardia ambientale e trasformatasi, a quanto sembra, in luogo di appuntamenti sessuali.

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