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Business immigrati, la versione di De Bernardo: “Chiarirò tutto”

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Il consigliere comunale Francesco De Bernardo, indagato assieme ad altre otto persone nell’ambito dell’inchiesta sul presunto sistema di illeciti che ruota attorno ai permessi di soggiorno e all’ufficio Immigrazione della Questura di Campobasso, chiarisce la sua posizione. Il capogruppo consiliare del “Molise di tutti”, all’epoca dei fatti riferiti nel nostro articolo pubblicato il 5 giugno scorso assistente capo di Polizia, spiega che «al sottoscritto non sono state mosse accuse che possano minimamente riguardare pagamenti di tangenti e/o richieste di sesso in cambio di permessi di soggiorno né tantomeno concorso in violazione del sistema telematico».
De Bernardo aggiunge anche di aver depositato la richiesta per essere ascoltato dal magistrato inquirente e riferire la sua versione.
«In merito ad un presunto abuso d’ufficio in favore di due stranieri, ritengo di poter dimostrare la mia totale buona fede nello svolgere il mio lavoro di poliziotto. Negli anni in cui ho prestato servizio presso l’Ufficio Immigrazione, oltre 15, ho trattato oltre 5000 pratiche e se ho commesso qualche errore di valutazione su 2 pratiche sono pronto ad assumermene le conseguenze. La cosa che è obbligatorio chiarire (e che anche noi abbiamo precisato spiegando che “gli investigatori non hanno provato un eventuale passaggio di denaro rispetto alle pratiche e che l’unico capo d’imputazione per De Bernardo è l’abuso d’ufficio in concorso”, ndr) è che nessuna ipotesi di corruzione e passaggio di denaro è stata ipotizzata a carico dello scrivente dal pm Nicola D’Angelo».

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