Tra scorie radioattive e acque al petrolio: cosa è stato sversato nel pozzo di Cercemaggiore?

In località Capoiaccio fin dagli anni Sessanta la Montedison ha fatto attività estrattiva. Una volta svuotata, la buca di 3280 metri è diventata un serbatoio per smaltire le acque utilizzate nelle complesse operazioni di estrazione, ma prima del 1988 il gigante industriale della chimica ha agito senza autorizzazione. E non si sa cosa ha sversato. Il Pci nel 1987 parlò anche di scorie nucleari e oggi il consigliere regionale dei Comunisti italiani, Salvatore Ciocca chiede la riapertura del pozzo e una verifica sul suo contenuto. La prima delibera per scarichi controllati è del presidente Frattura, padre dell’attuale governatore. Chi si è sempre opposto è stato il Comune di Cercemaggiore che ha cercato, inutilmente, di far sospendere quell’atto impugnandolo davanti al Tar. Non c’è mai stata udienza.