La scommessa del pescatore: pesce fritto e mangiato a km 0
Una gastronomia e friggitoria in centro all’insegna del motto “cotto e mangiato”. Giovanni Guidotti, figlio di pescatori da 8 generazioni, racconta come e quando ha trovato l’ispirazione per il locale dove adulti e giovanissimi fanno la fila per rifornirsi di calamaretti e fritto di paranza. Il pesce, pescato dall’imbarcazione di famiglia della marineria termolese, approda direttamente nella cucina del locale e nei vassoi dei clienti. Come a Barcellona, a Londra e in alcune cittadine del Tirreno.
Primi, contorni e fritture: tutto a base di pesce. Ma i gustosi piatti costruiti attorno al prelibato alimento marino non rientrano nel ricco menù dei ristoranti della città, né in quelli dell’hinterland, bensì in una nuova attività, ispirata alla filosofia culinaria – è proprio il caso di dirlo – del “cotto e mangiato”. La new entry nel ventaglio di proposte che ruotano attorno alla ristorazione termolese è infatti una gastronomia e friggitoria nata quasi un anno fa in centro, che ha appena concluso all’insegna del botto la sua prima estate di attività.
Una novità, anche se è un’idea tuttavia non totalmente sconosciuta al resto della penisola, soprattutto alle città costiere del Tirreno, dello Ionio e dell’Adriatico, da cui Giovanni Guidotti, il proprietario, ha tratto l’ispirazione. «Siamo una famiglia di pescatori da 8 generazioni, avrei dovuto aprire una pescheria o proseguire l’attività in mare, ma poi mio padre voleva comprare un nuovo peschereccio e così, durante la ricerca, ho notato queste attività e ho deciso di portarle a Termoli e “rivoluzionare” la ristorazione».
Così è nato un ambiente piccolo, bianco e luminoso, decorato con illustrazioni della città, dove persone di tutte le età si mettono in fila per farsi riempire i vassoi. Un po’ “take away” americano, un po’ fish e Chips londinese, ma con prodotti rigorosamente doc.
Nella cucina del locale vengono fusi e abbinati i sapori dei prodotti locali pescati direttamente dal proprietario e nascono primi, secondi e contorni pronti per essere mangiati e degustati a casa o al momento – perché ci sono anche dei tavolini – ma soprattutto senza spendere grosse cifre. Ed è proprio questa la caratteristica principale su cui ha puntato il suo proprietario e ideatore, Giovanni Guidotti: «In questo modo abbatto i costi: con 6 euro si può mangiare una frittura, bere un bicchiere di vino e avere lo stomaco pieno».
Un vantaggio di tutto rispetto poiché, complice la crisi economica, anche la cucina – grande risorsa e vanto, oltre che pilastro fondamentale della città adriatica – ha subìto un calo e perciò la gente decide di risparmiare rinuncia ad accomodarsi nei ristoranti.
Una catena gastronomica a chilometro zero quindi che permette un notevole abbattimento delle spese, non solo per quello che riguarda il pranzo o la cena in sé, ma anche per quelle che sono le spese di gestione, visto che tutto è preparato e prodotto in famiglia: il pesce proviene direttamente dal peschereccio di famiglia e dalla pesca quotidiana e la sua preparazione è affidata al resto della famiglia.
Un “meccanismo” che comunque garantisce qualità e genuinità dei prodotti offerti , e che a giudicare dall’affluenza di clienti ha fatto centro. «In questo modo è possibile gustare un alimento particolare e a volte difficile anche da preparare in modo veloce e senza problemi» riferisce una giovane donna in attesa di acquistare la sua porzione di calamaretti e triglie dorate, precisando che «Vuoi mettere evitare di inondare la casa dell’odore di fritto?».
Ci sono i “raffinati” che scelgono insalata di polpo e i giovanissimi che si riforniscono di pesce e patatine; gli amanti dei primi che acquistano una cena pronta e quelli che optano per la frittura di paranza, un classico della tavola termolese. La clientela è molto vasta grazie all’offerta variegata. «In questo modo infatti “catturi” tutte le fasce di età» svela il proprietario perché giovani e meno giovani, single e famiglie, lavoratori durante la pausa pranzo, possono mangiare, a pranzo o a cena, una frittura da alternare a una pizza.


