Il santo e la sua gente: ecco la “vera” festa del Patrono
L’idea è del fotografo termolese Paolo Lafratta, che attraverso splendide immagini scattate lo scorso anno durante la ricorrenza ha immortalato la genuinità della festa di San Basso. Una galleria, ospite in questi giorni del Castello Svevo, che ripercorre i rituali tra sacro e profano. Protagonisti soprattutto i termolesi, grandi e piccoli.
Bambini e adolescenti, anziani e devoti, ma anche turisti e curiosi: è questo ciò che si trova nelle immagini della mostra dedicata al patrono termolese dal giovane fotografo Paolo Lafratta e ospitata nel Castello Svevo, nei giorni della ricorrenza.
Dopo una precedente rassegna sulla Termoli geografica e metereologica, l’artista termolese ha esposto gli scatti che documentano il rituale della processione, a mare e in terra, e raccontano anche i momenti profani. Per Paolo la fotografia, appunto, è sempre stata una passione, divenuta con il tempo anche una professione, che lo ha portato a trasferirsi a Roma.
La festività diventa quindi una “scusa”, come la definisce lui stesso, «per impegnarmi in qualcosa di diverso che però è sempre foto», un buon pretesto insomma che lo riporta nella sua terra natale «per immortalare tutto a modo mio». E così, impugnata la sua macchinetta fotografica, immancabile compagna di viaggio, lo scorso anno ha fermato ogni momento della festa, tra la gente, sulle barche, tra i vicoli del borgo e sulla spiaggia, «per un reportage ravvicinato alla stregua dei ricordi».
«Loro sapevano che ero lì e mi hanno integrato, mi hanno reso parte del momento, sono riuscito a mettere in evidenza le persone in mezzo alle persone», afferma lui stesso descrivendo le fasi del suo creativo lavoro. Da termolese doc, vive la tradizione di San Basso con una particolare partecipazione emotiva, sin da quando, per la prima volta, ha visto di fronte ai suoi occhi di bambino, all’età di 5 anni, la statua del patrono.
Il suo reportage, definito da lui stesso “ravvicinato” per l’approccio diretto, con cui ha vissuto ogni singolo evento della festività, è anche e soprattutto un omaggio all’amore per le radici.
La mostra, allestita al primo piano della fortezza sveva, sarà aperta fino al 6 agosto ed è visitata da termolesi e turisti. I primi, più attenti e coinvolti, percepiscono meglio il lavoro, creato soprattutto per loro, mentre gli outsider, come li definisce Paolo Lafratta, sono soprattutto fruitori della bellezza del castello e solo occasionalmente, e in minima parte, riescono a cogliere la “bellezza” delle foto. Tra le numerose foto Paolo svela la sua preferita, quella con protagonisti i bambini in mare: «La prediligo perché ha un taglio reportagistico e professionale, non è una immagine classica e scontata».


