Logo
Da Cleopatra a sua figlia: tutte le donne libere di Elle

Una mostra sulle donne e sulla libertà di pensiero femminile attraverso i secoli quella di Lucia Di Miceli all’Officina Solare. Una rassegna di ispirazioni ed evocazioni che comincia con la Nike di Samotracia e arriva alle donne care all’artista, passando per scienziate e filosofe.

Dalla Nike di Samotracia alle donne della sua famiglia, passando per Cleopatra, la Venere di Botticelli, Rita Levi Montalcini e Alda Merini. Un viaggio cronologico che parte dal 190 avanti Cristo fino al 1200, proseguendo fino ai giorni nostri con un’immagine per ogni secolo. Un percorso pittorico e fotografico in cui confluiscono la storia dell’arte, la storia delle donne che si sono distinte per la loro cultura e il loro impegno nel sociale e infine la storia personale di Lucia Di Miceli, organizzatrice della mostra “Le libere donne di Elle”, dove Elle sta appunto per Lucia, liberamente ispirato e ripreso dal libro di Mario Tobino “Le libere donne di Magliano”.

Ogni elemento dell’esposizione è legato all’altro da un filo rosso invisibile ma saldo: la volontà di rappresentare il pensiero e soprattutto la libertà di pensiero, elemento fondamentale e incancellabile delle donne rinchiuse in manicomio protagoniste del libro. A dare inizio alla mostra è la Nike di Samotracia, la statua mutila, acefala e alata che ha rapito gli occhi della giovane pittrice al Museo del Louvre; poco dopo Cleopatra nella sua veste di regina e grande stratega femminile. Riprodotte con i tre colori primari, blu, giallo e rosso, anche le donne delle più grandi opere pittoriche del tempo: la Venere di Botticelli, l’Annunciata di Antonello da Messina e La ragazza col turbante di Joannes Vermeer.

E all’interno, incastonate tra le “grandi” dell’arte anche le donne che hanno dedicato la vita all’impegno per la difesa dei diritti umani, come la filosofa Simon Weil e Anna Puglisi, la matematica palermitana impegnata nelle battaglie sociali. Tra le immagini spicca anche una particolare riproduzione tridimensionale della donna con l’ombrello protagonista del quadro di Seurat “Domenica alla Grande Jatte”. «Perché – afferma l’ideatrice della mostra – volevo omaggiare la donna tirandola fuori dal quadro». Man mano che gli anni passano, scorrono anche le protagoniste della mostra fino ad arrivare a Rita Levi Montalcini, Premio Nobel della Medicina e scienziata, la poetessa milanese Alda Merini e Letizia Battaglia, la “fotografa della mafia” come è stata chiamata.

A terminare l’esposizione le donne care all’organizzatrice: sua madre Egidia, sua cognata e ormai sorella Antonella e infine sua figlia Federica. « Sono soddisfatta del lavoro – afferma la Di Miceli, siciliana di nascita e molisana per parte di madre – anche perché la gente, termolesi e turisti, hanno visitato la mostra e hanno chiesto informazione per capire il percorso fotografico e pittorico che si presentava di fronte ai loro occhi». La mostra è stata allestita nell’Officina Solare, la Galleria in via Marconi a Termoli che Lucia De Miceli gestisce con un gruppo di 9 persone insieme al Presidente Nino Barone. Una galleria che organizza spesso esposizioni, autofinanziandosi, con l’intento di diffondere l’arte contemporanea e aprire la strada ai giovani.