“La battaglia di Termoli”: un pezzo di storia torna alla luce
Il professor Antonio Smargiassi ha presentato al teatro Lumière la sua ultima opera fondata sulla ricostruzione dello sbarco alleato in città nell’ottobre del 1943 e del successivo scontro coi tedeschi. «E’ una battaglia di notevole ma trascurata importanza – ha dichiarato l’autore – Si tratta del primo scontro verso la risalita alleata nella Penisola». Per Smargiassi sala gremita e un parterre di politici. «Deve essere un punto di partenza per altri testi – ha detto il sindaco Di Brino – Smargiassi avrà sempre la nostra collaborazione».
Un anno e mezzo prima di quel 25 aprile 1945 che tutti conoscono come la Liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista durante la seconda guerra mondiale. Solo qualche mese dopo lo sbarco alleato in Sicilia. La data è quella dei primi giorni di ottobre del 1943. E’ lì che si colloca la battaglia di Termoli. Per Antonio Smargiassi, autore del libro “La battaglia di Termoli” «si tratta di una battaglia di notevole ma trascurata importanza. Da lì iniziò la risalita alleata lungo le tre linee di difesa che i tedeschi avevano realizzato nel centro sud Italia».
Per riportare alla luce fatti e testimonianze di quei terribili giorni di guerra il professor Smargiassi ha quindi composto un testo storico, presentato nel pomeriggio di venerdì 16 aprile al cinema-teatro “Lumière” di Termoli. In una sala davvero gremita di gente comune e da decine di politici, con mezzo consiglio comunale in bella mostra, Smargiassi si è avvalso della collaborazione di Stefano Leone per la realizzazione di un evento cui hanno preso parte, tra gli altri, il sindaco Antonio Di Brino, il presidente del consiglio regionale Michele Picciano, l’avvocato Giovanni Di Giandomenico, l’assessore regionale Gianfranco Vitagliano, il presidente regionale dell’ordine dei giornalisti Antonio Lupo e il presidente del Lions Club Termoli Tifernus Luigi Lucarelli.
Un lavoro durato oltre quattro anni quello messo a punto da Smargiassi, per il quale si sono sprecati gli apprezzamenti. «E’ un’opera preziosa – ha osservato il sindaco – che narra non solo di un momento triste della nostra storia ma anche la realtà sociale termolese dell’epoca. E’ un momento su cui riflettere. Mi auguro che per Smargiassi sia un punto di partenza e non d’arrivo. Nella nostra amministrazione troverà sempre collaborazione». Per Gianfranco Vitagliano «è un contributo culturale notevole su un episodio drammatico che si perde nella memoria termolese».
L’autore si è commosso fino alle lacrime durante l’esecuzione dell’inno di Mameli, preceduto dall’inno tedesco e da quello europeo. «All’epoca – ha illustrato l’opera Smargiassi – c’erano a Termoli circa 600 tedeschi dislocati fra scuole, stazione ferroviaria e altri luoghi. Il comando era all’albergo Corona. La loro era una presenza di posizione. Si sapeva che gli inglesi sarebbero arrivati ma non come e quando sarebbero giunti a Termoli. All’epoca si pensava infatti a un arrivo da terra». Invece fu la spiaggia di Sant’Antonio ad accogliere i primi soldati alleati nelle primissime ore del mattino del 3 ottobre 1943. Fra loro, oltre agli inglesi, anche canadesi, scozzesi, gallesi e irlandesi.
«I mezzi anfibi – racconta Smargiassi – sbarcarono sulla spiaggia di Sant’Antonio. La sera precedente però, gli inglesi avevano completato l’avvicinamento con l’arrivo della fanteria sistemata lungo gli argini del Biferno». E’ proprio lì che i tedeschi avevano sistemato una delle loro linee di difesa. «La prima, la linea Victor, andava dal Biferno al Volturno. La seconda, la linea Barbara, andava dal Trigno a Colli al Volturno, mentre la terza, la linea Gustav, andava dal Sangro a Garigliano».
E’ lo stesso autore a sottolineare l’importanza dello scontro in terra molisana. «Fu il primo punto di scontro fra alleati e tedeschi, è una battaglia trascurata ma di notevole importanza». Secondo quanto raccontato nel testo «gli scontri avvennero nel centro cittadino ma poi la battaglia dilagò nelle campagne durando alcuni giorni. L’otto ottobre venne presa Larino e solo l’11 ottobre la fanteria alleata entrò a Petacciato». (sdl)

