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Giardino di nuovo sindaco: «Ha vinto il buon ricordo di me»

Già alla guida di Larino dal 1990 al 1992, il medico della mutua ha battuto Di Lena con trecento voti di scarto e anche il giovane Pino Puchetti. La sua lista di centrodestra subentrerà all'amministrazione di Nicola Anacoreta che secondo il neo eletto primo cittadino «Ha sbagliato perché era lontano dalla gente». Lui invece promette lavoro e iniziative per i giovani.

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Non è ‘nuovo del mestiere’, perché era già stato sindaco dal 1990 al 1992, e Larino adesso lo ha scelto di nuovo. Guglielmo Giardino è convinto che abbia fatto breccia nella mente degli elettori il ricordo dell’operato di quei due anni e mezzo alla guida del paese. 58 anni, medico della mutua, due figli, durante lo spoglio è stato sempre in testa, conquistando alla fine 2.225 voti cioè il 44,6 contro i 1.891 (37,9 per cento) di Pasquale Di Lena. Pino Puchetti invece ha preso 861 preferenze (17,4 per cento). La sua lista civica ‘Per Larino’’ è di orientamento di centrodestra e dunque, dopo cinque anni di governo di centrosinistra, guidato da Nicola Anacoreta dell’Idv, Larino ha voluto cambiare rotta. Il messaggio è stato chiaro visto lo stacco con cui Giardino ha vinto. Ma il suo avversario Di Lena addebita buona parte delle responsabilità della sconfitta del centrosinistra a Pino Puchetti, già consigliere comunale di maggioranza nell’uscente amministrazione, che ha spaccato la coalizione presentando una sua lista.
Nell 1992 l'amministrazione Giardino cadde perché i suoi assessori si dimisero dopo che erano cambiati gli equilibri politici interni.

Non la davano favorito in questa competizione a tre, ma ce l’ha fatta. Se l’aspettava?
«Beh, era un confronto molto difficile perché Pasquale Di Lena è un provato politico, è stato assessore e consigliere regionale, però noi confidavamo nelle nostre risorse»

E’ già stato sindaco di Larino in passato: c’è qualcosa che farebbere e qualcosa che invece non rifarebbe?
«Rifarei tutto quello che ho fatto perché abbiamo cambiato molte cose qui a Larino. Di certo gli errori sono stati fatti, perché li fanno tutti, ma non le saprei dire nulla che non ripeterei»

Qual è il primo progetto che realizzerà?
«Quello che abbiamo messo in cima alla nostra lista: dare lavoro ai cittadini favorendo l’insediamendo di nuove aziende e sviluppando l’area industriale»

Ha in mente qualcosa per il sociale?
«Sì, realizzare un bel centro di incontro per i giovani, dove i ragazzi possano stare insieme, cantare ballare ma anche crescere culturalmente»

Come ha festeggiato ieri sera?
«Nessuna festa… sono stato semplicemente in famiglia»

Ha già in mente qualche delega?
«No, non conoscono ancora le preferenze dei consiglieri e poi penso che bisognerà discuterne insieme»

Lo scarto su Di Lena è di circa 300 voti, cosa pensa che abbia fatto la differenza tra lei e il suo avversario più pericoloso?
«Non glielo so dire, di certo ha giocato a mio fare il ricordo delle buone cose fatte quando ero sindaco»

Secondo lei i larinesi hanno voluto cambiare rotta dopo il governo di centrosinistra di Nicola Anacoreta e quali sono stati gli errori del suo predecessore?
«Certo, la gente ha voluto cambiare perché la precedente amministrazione era troppo lontana dalla gente e Anacoreta era un sindaco assente».

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