L’Italia degli sprechi: l’autore di 'Impuniti' incontra i termolesi

Il 3 gennaio 2008, nella Sala Colitto, Antonello Caporale, giornalista di “la Repubblica”, presenta il suo ultimo libro: piccole e grandi storie di malapolitica che dedica un capitolo al Molise. All’incontro, organizzato da Primonumero col patrocinio del Comune di Termoli, sarà presente anche Renato Pezzini, inviato de “Il Messaggero”. Un’occasione tra cultura e attualità per riflettere sullo stato di salute della nostra democrazia.

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Un viaggio nell'Italia dello spreco e della malapolitica, attraverso le piccole e grandi storie che testimoniano lo stato di salute della nostra democrazia. Che è messa decisamente maluccio. Dalla Calabria al Friuli, da Roma a Benevento, da Pescara a Catania. Passando per il Molise, dove l’attenzione del giornalista si concentra sulle ‘emergenze infinite’: il bisogno mai del tutto soddisfatto come elemento fondante del potere, indispensabile per garantire il proseguimento del potere. In pratica: “tu chiedi, io ti do qualcosa, ma non ti do quello che mi chiedi. Se te lo dessi, tu non avresti più bisogno di me. E il consenso elettorale ne risentirebbe…”.
Il giornalista in questione è Antonello Caporale, firma arcinota del quotidiano “La Repubblica” e autore di testi che fotografano, con strumenti sapienti, i vizi e gli stravizi del Paese. Caporale, salernitano di 46 anni, che è stato a Termoli già altre volte in veste ufficiale (per partecipare al seminario di giornalismo organizzato da Primonumero.it e poi, l’anno scorso, per presentare “la Ciurma”, raccolta di veloci ritratti di politici nostrani attaccati al ‘barcone’ del potere e pronti a tutto pur di ‘esserci’) torna nella città adriatica per parlare con il pubblico del suo ultimo libro: “Impuniti” (ed. Baldini Castoldi). Sottotitolo: “Storie di un sistema incapace, sprecone e felice”. Il 3 gennaio, alle ore 17 e 30 nella Sala Colitto, l’autore discuterà dei temi protagonisti dell’inchiesta: “l’utopia travestita da piano urbanistico, la riqualificazione ambientale che diventa scempio, l'emergenza come prassi quotidiana, lo sperpero dissennato di risorse pubbliche, bilanci violentati da gestioni creative e ambiziose, il non fare né decidere come forma di tutela dal dissenso, l'atteggiamento leggero e spavaldo di chi non sarà mai chiamato a rispondere delle proprie azioni, e lo sa”.
 
Impunti, appunto. Che lui definisce così: «E' un tratto caratteristico del nostro Paese. Gli uomini passano, le colpe restano e non c'è mai nessuno che se ne assuma la responsabilità. Non si sa bene chi debba o possa rimediare agli errori, alle mancanze, agli scempi. Dirigenti scellerati si dimettono da consigli d'amministrazione dietro pagamento di liquidazioni milionarie; politici si lasciano alle spalle bilanci disastrati, enti prossimi al fallimento, per rifarsi una verginità con un nuovo incarico, che nulla sa del precedente. Incarico nuovo, vita nuova e reputazione tirata a lucido. Per alcuni il conto in banca lievita a ogni passaggio, per altri ogni passaggio è un grado in più nella scala del potere. Non sono latitanti. Non fuggono, né si nascondono, i responsabili. è la memoria corta del Paese che li rende irreperibili. Fa di loro degli incolpevoli e dunque degli impuniti.» La differenza è che in questo saggio ci sono nomi e cognomi. C’è l’identità, nero su bianco, dei rappresentanti politici e istituzionali che hanno fatto e disfatto, ideatori di opere incompiute, di grandi scempi e piccoli ‘incidenti di percorso’. Una lettura coinvolgente, appassionante, sul filo dell’ironia e raccontata a ritmi serrati. Il libro, che sta avendo un ottimo successo di pubblico in tutta Italia, sarà lo spunto per una riflessione a tutto campo sulla “tecnica formidabile dell'occultamento collettivo delle responsabilità, con cui il potere si difende, confondendosi in una nebulosa grigia dai confini labili”. Insieme con Antonello Caporale, nell’incontro promosso dall’associazione "Primonumero – Città in Rete" (editore di questo giornale telematico) con il patrocinio del Comune di Termoli, sensibile all’iniziativa, ci sarà un altro giornalista: Renato Pezzini, inviato de “il Messaggero” è anch’egli autore di inchieste e, come Caporale, è stato fra i relatori del seminario di giornalismo organizzato a Termoli “ComunicAzioni: le fonti, il quotidiano, il web”.
Tutti i cittadini sono invitati a partecipare al dibattito. L’appuntamento è giovedì 3 gennaio, alle 17 e 30, nella sala Colitto, in via D’Ovidio a Termoli.

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