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Ripabottoni e la sua quiete in scena sui palcoscenici d'Olanda

Il borgo del paese bassomolisano è stato trasformato in un set per gli sfondi di un’opera teatrale della giovane regista Marlijn Bouman e già andata in scena a Breda. Lei arriva dai Paesi Bassi, come molte persone che si stanno trasferendo nel piccolo Comune per aprire piccoli alberghi o per fuggire dalla frenesia delle loro città d’origine. “Qui si vive bene, c’è una pace che riconcilia con la vita”

Ripabottoni è un piccolo centro dell’entroterra: poco più di 600 abitanti, una fila di case, alcuni prefabbricati post terremoto, una chiesa con un campanile, tutto immerso nella pace e nel silenzio di una natura incontaminata. Ed è proprio la quiete che lo sta rendendo sempre più internazionale: il paese si sta popolando di colonie di olandesi, stregati dal fascino neoromantico di questo microcosmo. Famiglie che hanno trovato una loro dimensione, e anche la creatività giusta per avviare attività imprenditoriali. E’ il caso della signora Janine, artista che ha allestito un “art and breakfast”, una piccola reggia nello storico palazzo del dottor Pietro Ramaglia, medico di corte dei Borboni. In assoluto la prima struttura ricettiva del genere in paese. «Ho girato il mondo. Ho vissuto per 5 anni in Indonesia – spiega Janine – mi sono trasferita qui perché si vive bene, e ho deciso di avviare questa nuova esperienza».

Nel bed and breakfast ci sono stanze a tema, curate nei minimi particolari: la camera asiatica, quella italiana, adriatica e olandese. Al piano terra si apre un laboratorio per corsi di scultura e una galleria rustica per le mostre. Una scelta di vita, lontano dal trambusto delle metropoli dell’Europa del nord, che lega l’esperienza di Janine a quella di un altro conterraneo: Henk Bouman, anche lui socio dell’Aadi Molise (Associazione Amici dell’Italia), che si è innamorato di Ripabottoni e ha lasciato tutto per vivere quaggiù: «Ho conosciuto questo posto 5 anni fa. Ho seguito un corso shatsu nel monastero di Bonefro, organizzato da un gruppo belga. Sono rimasto affascinato dalla pace. Ho abbandonato tutto: a Breda lavoravo come consulente di management, ero superstressato. Ho comprato casa qui, ho preso anche la residenza. Sono buddista, e ho avvertito subito un’energia particolare: a Ripabottoni riesci a unirti in pieno con la natura».

La stessa vena di romanticismo l’ha colta Marlijn, la figlia di Henk, regista emergente di 28 anni. In una settimana ha girato a Ripabottoni le immagini che fanno da sfondo al suo spettacolo teatrale, “Un amore italiano e cinque silenzi”, tratto dall’opera dell’autore torinese Davide Longo. E’ arrivata a Ripabottoni con il cast di attori, volti famosi della tv e fiction olandese, movimentando il paese. «Ho deciso di ambientare una parte della piéce qui perché amo i centri piccoli, già la scorsa estate ho lavorato in un borgo della Francia. L’esperienza in Molise è stata divertente. All’inizio gli abitanti si sono anche impauriti, perché sentivano il tango della colonna sonora ad alto volume. Hanno chiamato spesso i Carabinieri, poi hanno capito. La storia è tragico-romantica, parla di un uomo e una donna che dopo 30 anni di matrimonio vanno a ballare in un posto e incontrano un terzo personaggio, fratello minore della donna, che è come la sua coscienza, e rivela i segreti del passato della famiglia».

A Ripabottoni Marlijn ha scelto di ambientare proprio le scene dei ricordi: «Ci sono i bambini che giocano vicino alla fontana, in giardino, oppure corrono tra le colline. Abbiamo ripreso tutto con la telecamera. Il silenzio di questo territorio è una metafora del sentimento che unisce i protagonisti. I paesaggi del paese rendono perfettamente l’idea dell’infanzia innocente».
Lo spettacolo è andato in scena per la prima volta lo scorso 7 giugno al teatro Chasse di Breda, nel corso di un festival. Un pezzo di Molise nella terra dei mulini a vento e dei tulipani.