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Campione di muscoli

Intervista con Mauro Brandone, 31 anni di Montenero, vincitore del titolo mondiale di body building "Mister World 2001"

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    Per gli appassionati di culturismo Mauro Brandone non ha bisogno di essere presentato. Il suo nome circola nelle palestre e negli ambienti sportivi e basta, da solo, a richiamare in mente un fisico straordinario. Trentuno anni, più di cento chili di muscoli, Mauro Brandone ha vinto il titolo di "Mister World 2001" in Slovenia e si prepara a gareggiare per la prestigiosa competizione "Trofeo Due Torri" di Bologna. Un curriculum di tutto rispetto, una passione che gli scorre nelle vene da oltre dieci anni e un allenamento che farebbe invidia a un marine fanno di lui un personaggio che vale la pena conoscere più da vicino.

    Signor Brandone, è vero che riesce a sollevare più di quattro quintali con la gambe?
    "Sì. Sono arrivato sollevarne 440. Ma voglio sottolineare che la mia disciplina non è il sollevamento pesi. Il body building è tutta un’altra storia, anche se mi rendo conto che i numeri fanno sempre il loro effetto".

    Come si definirebbe?
    "Come sportivo o come persona?"

    Entrambe le cose
    "Ho sempre fatto sport, quindi posso dire senza esagerazione che lo sport è la mia vita. Ho iniziato col ciclismo a otto anni. Anche allora i miei allenamenti erano faticosi, partecipavo ai ritiri e correvo con tutta la passione possibile. Poi sono caduto e ho subito un piccolo intervento al ginocchio. Questo è accaduto quando avevo 18 anni. Quando ho ripreso a fare sport, è stato in una palestra. Ci sono entrato quasi per scherzo, e ci sono rimasto".

    Come persona invece come si considera?
    "Sono tranquillissimo. Sono calmo, sereno e per niente aggressivo. E’ questo il bello! Chi non mi conosce non ci crede…"

    Che effetto fa alle persone che la incontrano la prima volta?
    "Restano impressionate. E’ anche capitato che qualcuno si spaventasse. Poco male, perchè non m’interessa avere il ’fisico da fighetto’, quello palestrato giusto per andare in spiaggia. Mi rendo anche conto che un corpo come il mio piace a pochi".

    Ha mai ricevuto offese per il suo aspetto?
    "Non faccio mai caso a quello che dice certa gente"

    Il complimento che le ha fatto più piacere?
    "Tutti quelli fatti dagli ’addetti ai lavori’, da chi capisce questo sport".

    Le è mai capitato di essere trattato come un uomo-oggetto?
    "Diciamo che ci hanno provato. Ma senza riuscirci".

    Qual è il segreto dei suoi muscoli?
    "Molta caparbia e tanti sacrifici. Io faccio sport a livello agonistico, perché concepisco lo sport solo in questo modo. Di conseguenza faccio a meno delle vacanze e a tavola non sgarro mai".

    In che senso?
    "Nel senso che mi concedo una fetta di torta o qualche pasticcino solo la domenica, a Pasqua e a Natale. Per il resto la mia dieta è ferrea".

    Cosa mangia?
    "Dipende dai periodi. L’alimentazione varia a seconda se mi trovo in una fase a ridosso delle gare, oppure a riposo. Ma tutto è pesato, calcolato in maniera matematica. La mia è una dieta bilanciata e personalizzata, e viene cambiata sempre in maniera graduale, perché nel culturismo il corpo viene sforzato quotidianamente e quindi bisogna fare molta attenzione".

    Ci dà un’idea del suo menù?
    "A colazione pane e bresaola. Riso e carne a pranzo, patate e pesce a cena. Ma, come ho detto, cambio spesso, anche se le proteine sono alla base della mia alimentazione. Quando sono sotto gara, per esempio, mangio molti albumi".

    Quante ore al giorno si allena?
    "Dalle tre alle cinque volte a settimana. In questo periodo tanto".

    Che rapporto ha con la bilancia?
    "Guardi, io mi peso solo una volta a settimana"

    Quanto pesa?
    "Ora sto sui 107 chili. Per le gare di Bologna vorrei arrivare a 109. Il record invece l’ho raggiunto ad agosto scorso, quando ho sfiorato i 127 chili".

    Dove si allena?
    "Nella mia palestra di Montenero. Ho acquistato delle macchine professionali, specifiche e mi allena su quelle".
    Ma lei è anche un personal trainer…
    "Sì. E tra i miei clienti ci sono ragazzi e ragazze immagine, giovani che vogliono scolpire i muscoli e anche appassionati di body building".

    Pensa di lasciare Montenero per una città più grande?
    "Ogni tanto ci penso. Non lo so ancora, anche perché per aprire una palestra a Roma servono miliardi. Dopo la gara di Bologna mi prenderò una bella pausa per riflettere sul mio futuro professionale. Sa, capita che Montenero mi stia stretta, anche perché sono pochi quelli che capiscono e apprezzano questo sport. I più pensano che sei uno gonfiato… E poi voglio anche pensare alla vita privata. Non esiste solo il body building".

    Come si immagina tra 30 anni?
    "Con un fisico migliore di quello che ho adesso".

    Ci tolga una curiosità, signor Brandone. Ma come fa a trovare i vestiti della sua taglia?
    "Infatti non li trovo. Fino a due anni fa avevo seri problemi ed ero costretto a indossare solo tute. Poi, per fortuna, è tornato a Montenero un mio caro amico che fa il modellista, e da allora gli abiti me li fa lui. Chiaramente su misura".

    Qualche vizio?
    "Se parla di alcolici, posso dirle che non ho mai assaggiato neppure il vino o la birra".

    Neanche una passione, a parte lo sport?
    "Una in verità c’è. Adoro le auto sportive, e il brivido della velocità".

    Che consiglio darebbe a un giovane che vuole diventare come lei?
    "Di avere pazienza. Per costruire un corpo così ci vogliono anni e anni".

    Come si sentono le donne con un tipo come lei al fianco?
    "Considerando che ho fatto il buttafuori, è un po’ come avere vicino una guardia del corpo. Almeno credo".

    E’ fidanzato?
    "Sì".

    Ha un sito internet?
    "E’ in fase di costruzione. L’indirizzo è www.maurobrandone.it. Ma le mie foto sono già sulla rete, nel sito di Montenero e in un sito specializzato".

    Un sogno nel cassetto.
    "Riuscire a fare le gare in America. Competizioni del calibro della Notte dei Campioni".

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