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I TAVITTE
da una pubblicazione di
Carlo Cappella
“ VINE , MALETIMPE E PUZZE
DE CASCE “
Durante l'attacco dal mare
da parte dei Turchi avvenuto nella notte del 2 agosto
1566,questi trafugarono la campana di Santa Caterina,
posta sullo scoglio omonimo. Nel tentativo di trasportarla,
l'imbarcazione si rovesciò a causa del peso della campana
stessa, che finì in fondo al mare.
Dall'attacco dei Turchi sopra menzionato purtroppo venne
meno la funzione della campana. Avvenne che, dopo tale
evento, un pescatore di nome Francesco, proprietario di
un battello, una sera tornò a casa un po' brillo, pur
sapendo che l'indomani nell'ora antelucana, doveva recarsi
in mare per la pesca.
La moglie, verso le tre di notte, non vedendo alzare il
marito, non capiva come questi potesse aver pensato che
fosse cattivo tempo, giacché non giungevano più i noti
rintocchi. Ella, con decisi richiami, lo scosse per ricordargli
che era ora di alzarsi.
Il marinaio scattò in piedi più per abitudine che per
volontà. Poi, sia per il buio della stanza che per i fumi
del vino tracannato la sera, anziché dirigersi verso la
finestra per osservare il tempo, si portò ad aprire gli
sportelli a vetro del vecchio stipo a muro, che conteneva
farina, olio e formaggio. Francesco non capì nulla, e
alle insistenze della moglie che esigeva conoscere le
condizioni del tempo, intontito e frastornato rispose:
"Marié', l'arie e nere e puzze de casce"
I marinai termolesi ancora oggi quando non intendono portarsi
a lavoro, a chi rivolge loro domanda sul motivo della
vacanza, usano rispondere:
"Marié', l'arie
e nere e puzze de casce"
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